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A Venezia in mascherina Turisti da tutto il Veneto all’assalto di San Marco

Fonte: La Nuova Venezia del 01-06-2020

I mestrini che speravano di concedersi una gita in una Venezia, tutta per loro, davanti alle code come un muro sul ponte della Libertà hanno fatto dietrofront. Il lockdown è diventato un ricordo ieri per l’invasione di turisti veneti a Venezia. Nel pomeriggio ressa a San Marco come a Carnevale, prima dello stop imposto dal virus che ci ha rinchiuso in casa per due mesi. Con mascherine, diverse. I turisti stranieri non ci sono ma qualche trolley si è visto. «Sono veneti che hanno scelto di pernottare in B&b per aiutare la città a riprendersi. Una sola notte, ma un gesto di amore per la città», precisa l’assessore al turismo Paola Mar. Giornata davvero difficile per i collegamenti. Ponte della Libertà chiuso dalle 11 fino alle 17 passate. Parcheggi di piazzale Roma e Tronchetto esauriti già dal mattino. E poi la deviazione delle auto sul park Petroli, ultimo nato, con navetta gratuita. «Altre auto le abbiamo deviate sulla stazione di Mestre. Con cento uomini in servizio abbiamo dato il massimo. Certo, c’era chi ci chiedeva di multare chi organizzava picnic in piazza San Marco ma non potevamo correre dietro a tutti ed è stato un weekend difficile, dalla rissa agli Ormesini alla movida in campo Santa Margherita», dice il comandante della Polizia locale, Marco Agostini. 

Le tv nazionali raccontano la domenica di ressa come una buona notizia, un segnale di ripresa. Ma i veneziani sui social si dividono tra chi ringrazia perché l’economia ha ripreso a marciare, e chi contesta i disagi del turismo di massa, stavolta local, che parla padovano, vicentino e veronese, ma si ammassa a San Marco con gli stessi comportamenti errati dello straniero. Come per i picnic sui masegni sporchi o sui gradini delle chiese. Sul fronte del trasporto pubblico, ancora a ranghi ridotti perché gran parte dei lavoratori di Actv sono in Cig fino ad oggi, si sono riviste scene da alta stagione: sciami di visitatori che scendono dai vaporetti per la visita a Burano;autobus affollati da e per Venezia; ressa sul tram. Corse rinforzate per Murano, Burano, Pellestrina e Chioggia, rende noto l’azienda di trasporto. Il distanziamento è un ricordo nelle calli come in piazza San Marco, agli imbarcaderi e sui vaporetti. Quanta gente c’era ieri a Venezia è difficile dirlo. «Solo con le auto arrivate possiamo contare ventimila persone ma non abbiamo dati su quanti sono arrivati in treno, per esempio. Insomma il dato è per difetto sicuramente», precisa Agostini. «Tanta gente come a Carnevale? No, molta meno, solo che non eravamo più abituati», stimano da Actv. L’assalto a Venezia per una gita di poche ore era prevedibile nell’ultima domenica di maggio che porta al ponte del 2 giugno. A favorire l’afflusso dei turisti locali è stato anche il brutto tempo, con cielo nuvoloso al mattino, che ha fatto cambiare a molti itinerario, rispetto alle gite sulle spiagge. 

«Ci aspettavamo un aumento di visitatori, lo avevamo capito già dal 25 maggio quando sono aumentate le visite nel weekend rispetto a quelle infrasettimanali, per lavoro», dice l’assessore Mar. «Sicuramente è la voglia di uscire, dopo mesi chiusi in casa. Un piccolo aiuto per la economia veneziana che per l’85 per cento si basa sul turismo straniero. C’è chi si lamenta? Ma se nei mesi scorsi i giornali riportavano le voci preoccupate di una Venezia vuota. Stiamo vivendo una situazione eccezionale, usciamo da un lockdown pesante. Torneranno i cartelli della campagna “Enjoy Respect Venezia”. Non dimentichiamo la questione dell’overtourism, ma abbiamo affrontato finora una emergenza, vorrei ricordare a tutti». E fa spallucce a chi parla di “dilettantismo”. Attaccano le opposizioni. Il Pd Alessandro Baglioni parla di caos trasporti. «La città non è preparata alla ripartenza, creando un ulteriore disincentivo alla ripartenza. Ancora una volta Venezia si è dimostrata impreparata, ed in questo momento delicatissimo non possiamo permetterci passi falsi». Gabriele Scaramuzza (Articolo Uno): « Manca un vero e proprio piano dei trasporti e per la mobilità della città e dell’area metropolitana, a partire dal ripristino delle corse e dal rinforzo per il periodo estivo, dalla realizzazione di un vero interscambio pubblico tra rotaia e gomma, su cui la Regione, insieme al Comune, è completamente inerte in queste ore». Giovanni Andrea Martini, presidente della Municipalità, conferma il caos: «L’intasamento dei mezzi pubblici è frutto di improvvisazione».

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