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«Abbiamo ordini solo per un mese»: sos dalle imprese artigiane veneziane

Fonte: La Nuova Venezia del 20-05-2020

 La ripartenza post lockdown si presenta a differenti velocità per il tessuto produttivo artigianale veneziano. Le imprese che sono state costrette alla chiusura a seguito dei decreti del governo, una volta riaperte, stanno provvedendo a smaltire gli ordini raccolti nei mesi scorsi. Il dopo, tuttavia, è un grande punto interrogativo. Per molte aziende, soprattutto artigiane, gli ordinativi arrivano al massimo fino a inizio estate: un mese quindi. «Ci sono varie incognite nel futuro artigianale in provincia di Venezia», spiega Giancarlo Burigatto, presidente metropolitano Cna Venezia, «Chi aveva commesse prima delle chiusura ora può portarle a termine, ma nel futuro non vedo grandi prospettive. Nel territorio ci saranno grandi commesse, ma il livello artigianale vive con quelle piccole. La difficoltà ad avere un finanziamento permane ancora adesso dopo settimane, per le somme oltre i 25mila. Tra le nostre preoccupazioni è che la gente dimentichi in breve tempo di usare la mascherina, un ritorno al lockdown sarebbe un caos». La filiera della casa punta molto sulla proposta del governo del Superbonus del 110% per i lavori. «L’iniziativa sarebbe un buon volano per trascinare le piccole realtà», prosegue Burigatto, «Tra le aziende che usciranno meglio e prima dalla crisi ci sono certamente quelle che lavorano nella componentistica meccanica, magari con l’estero. Male invece per quanti lavorano grazie al turismo, settore edile compreso. Ci auguriamo che la stagione riparta con l’arrivo dei turisti e che le preoccupazioni passino presto». Per attraversare il periodo di difficoltà economica post Covid-19 serve un adeguato supporto del credito, che non sempre c’è.

Come alla storica Falegnameria Longhin di Vigonovo, che realizza soluzioni di arredamento su misura. Le loro creazioni sono distribuite in tutta Europa (Francia, Belgio, Olanda e Germania) e negli Usa. «Siamo ripartiti con il lavoro, grazie alle commesse raccolte nelle scorse settimane, poi piccoli lavori sono già arrivati», spiega Maurizio Longhin dell’omonima falegnameria, aderente a Confartigianato, con sei lavoratori, «Per i prossimi mesi abbiamo lavoro, non sappiamo però cosa ci aspetta in futuro. Sono comunque un ottimista. I problemi li troviamo invece con i finanziamenti con le banche: pur avendo i rating superbuoni ci sono difficoltà ad avere credito bancario. Siamo dovuti andare a chiedere soldi in banca poiché alcuni clienti non ci hanno ancora pagato». Un settore da mesi in difficoltà è quello dell’automotive. Dalle aziende che lavorano nella filiera fino ai concessionari e assistenza auto. «Siamo partiti con il freno a mano tirato, stiamo utilizzando la cassa integrazione e lavoriamo a ranghi ridotti», spiega Armando Bugin, titolare dell’omonima concessionaria del gruppo Volkswagen a Mirano, «Non è un mercato certamente florido il nostro e per il futuro non credo si tornerà come prima. Per la vendita di auto purtroppo i nuovi ordini sono pochi o nulli. La situazione è difficile, l’attività che funziona oggi è il service, per il futuro prevediamo di puntare prevalentemente sull’assistenza delle auto». Intanto però Bugin non dimentica la beneficenza: una parte dei ricavi viene devoluta alla Protezione Civile.
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