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Accordo Eni-Cdp-Fincantieri per “l’economia circolare”

Fonte: La Nuova Venezia del 09-03-2020

Tre grandi aziende, tutte controllate dallo Stato, alleate per sviluppare sempre più la cosiddetta “economia circolare” che punta sul riciclo, la trasformazione, l’adattamento e il rinnovare di materiali e i prodotti esistenti, a cominciare dalla plastica, per creare nuovi impianti in grado di trasformare i rifiuti in bio combustibili e acqua. Eni, Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e Fincantieri, hanno sottoscritto un accordo con cui uniscono le loro forze per incrementare la ricerca su nuovi impianti di riciclo in grado anche di recuperare acqua.

Pezzo forte dell’accordo è il riutilizzo del Forsu, ovvero la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, il cosiddetto “umido” costituito dagli scarti di cucina, come materia prima nella produzione dei precursori delle bioplastiche e del biogas. Proprio per sviluppare il riutilizzo del Forsu, un anno fa a Venezia è stato sottoscritto un Protocollo di intesa tra Syndial (ora Eni Rewind) e la municipalizzata Veritas, per studiare le modalità di realizzazione, in un’area dismessa e bonificata del Petrolchimico a Porto Marghera – che purtroppo non è ancora stata individuata –, di un impianto industriale che trasformerà la frazione organica dei rifiuti solidi urbani in bio olio e bio gas. Per raggiungere questo obbiettivo Eni e Cdp hanno dato vita ad una nuova società – la CircularIt, partecipata al 51% da Cdp Equity, controllata da Cdp ed al 49% da Eni Rewind – che svilupperà la tecnologia per il trattamento dei rifiuti nell’ambito della costruzione e gestione degli impianti per la produzione di bio combustibili». In questo contesto Eni Rewind apporterà tutte le sue conocenze sulla trasformazione del Forsu e Cdp e Cdp Equity coordineranno i rapporti istituzionali a livello centrale e locale per il supporto agli iter autorizzativi e per la promozione della tecnologia. Eni e Cdp hanno quindi coinvolto anche Fincantieri per sviluppare progetti comuni con l’obiettivo di individuare e implementare soluzioni tecnologiche per fronteggiare «in modo sinergico» il fenomeno delle plastiche ( “marine litter”) che hanno invaso i mari e compromettono l’ecosistema marino e costiero, in primo luogo a causa dei rifiuti plastici galleggianti e delle microplastiche. Le tre società si sono impegnate, inoltre, a studiare e sviluppare tecnologie per la raccolta dei rifiuti dispersi in mare e lungo le coste e utilizzarli per generare prodotti per la mobilità e applicazioni industriali. Cdp ed Eni hanno, infine, concordato lo sviluppo di progetti congiunti per la valorizzazione dei rifiuti urbani, con riferimento ai rifiuti plastici non riciclabili (Plasmix) e al combustibile solido secondario (Css). In particolare, Cdp promuoverà «iniziative sulla creazione di nuovi modelli di business ed Eni apporterà competenze industriali e tecniche per l’industrializzazione della tecnologia “waste to chemical” che valorizza anche i combustibili da rifiuti (Css) che Varitas produce a FUsina attraverso la controllata Ecoprogetto. Fincantieri, dal canto suo, predisporrà «mezzi navali, definirne la configurazione e studiare le implicazioni logistiche per consentire raccolta, selezione e trattamento in mare dei rifiuti». 

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