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Actv, allarme per i conti e il taglio delle linee. Mezzi a ingresso ridotto

Fonte: La Nuova Venezia del 15-04-2020

Allarme della Cgil per i conti in rosso di Actv e il drastico taglio delle linee di trasporto pubblico, sia in terraferma che in centro storico, che rischia di paralizzare l’intera economia cittadina proprio nella fase di uscita dall’emergenza con la ripresa delle attività sospese. Per questo ieri, in videoconferenza, il segretario generale della Cgil veneziana, Ugo Agiollo e il segretario generale della federazione dei trasporti (Filt), Valter Novembrini, hanno lanciato un appello all’amministrazione comunale affinché rinunci ad incassare parte degli introiti dei biglietti venduti dall’azienda controllata e si faccia promotrice di un tavolo con Regione e Governo. Immediata la risposta dell’assessore comunale alla Mobilità, Renato Boraso: «Ben venga un tavolo istituzionale ma dobbiamo unire le nostre forze, e non dividerci, se vogliano convincere il Governo a dare le risorse necessarie a garantire e migliorare il trasporto pubblico locale in questa fase di grave emergenza dalla prospettive ancora incerte, a cominciare da quelle a vocazione turistica come Venezia».

Un Tavolo istituzionale«Actv era già in forte difficoltà dopo l’acqua alta dello scorso novembre», hanno spiegato Agiollo e Novembrini, «ma ha dovuto continuare a girare una quota degli incassi di biglietti e abbonamento alle casse del comune, 11 milioni l’anno scorso e 11 già messi in bilancio per quest’anno». Per questo la Cgil propone al Comune di chiedere «la convocazione di un Tavolo istituzionale a cui devono essere presenti Regione e Governo nazionale per gestire la cosiddetta Fase 2 della pandemia e la ripresa progressiva delle attività, con un trasporto pubblico adeguato e non in sofferenza, mettendo a disposizione le risorse necessarie. Ma la premessa di tutto ciò è che il Comune rinunci alla quota di incassi di Actv per i biglietti e gli abbonamenti per i cittadini. Actv è un’azienda di servizio pubblico essenziale e non una cassa a disposizione del bilancio comunale, come si è fatto per anni con gli incassi del Casinò». Bilancio di Actv a rischioL’assessore Boraso, interpellato, condivide l’allarme della Cgil per la tenuta del trasporto pubblico locale e precisa: «A conti fatti Actv è in grado di resistere al massimo per 12 mesi, ma con personale in cassa integrazione a rotazione e i dirigenti con il 30% di stipendio in meno. E’ quindi più che evidente che ci vogliono risorse straordinarie che solo il Governo, attraverso il ministero dei Trasporti, può garantirci. Dal Governo italiano ci aspettiamo un atteggiamento diverso e più comprensivo di quello dimostrato dalla della Bei, la Banca europea di investimento, che ha rifiutato pochi giorni fa la nostra proposta di moratoria del mutuo trentennale di 455 mila euro al mese che il Comune deve pagare per la realizzazione delle due linee del tram in esercizio». 

A conti fatti, spiega l’assessore Boraso, prima a causa dell’acqua alta eccezionale di novembre e poi per l’emergenza coronavirus, senza il via vai di turisti e di residenti «Actv ha già perso 80 milioni di incassi». Una perdita economica più che rilevante che continuerà chissà ancora per quanto. Basti pensare che «ogni anno entravano nelle sue casse 19 milioni di euro pagati dai pullman di turisti per la Ztl bus, e poi quasi 40 milioni dai vaporetti, 6 milioni dalla linea 51 (piazzale Roma – aeroporto di Tessera) e altri 4 milioni dai turisti che si muovo in terraferma». L’assessore Boraso non esclude nemmeno la possibilità, come richiesto dalla Cgil, di rinunciare anche alla quota di incassi di Actv sui biglietti a 1,50 euro pagati dai cittadini, ma precisa: «Si tratta di 1 euro ogni 37 euro di incassi, 10 milioni in tutto, pagati dai cittadini, poca cosa rispetto al necessario, per questo dobbiamo fare fronte comune e chiedere un intervento più consistente dello Stato».La ripresa delle attività«L’efficienza del trasporto pubblico locale è essenziale per l’attesa ripresa economica del nostro territorio», ha aggiunto ieri la Cgil, «ma dobbiamo prendere atto che la pandemia non è stata sconfitta e sarà necessario rispettare ancora a lungo le misure di sicurezza, a cominciare dal distanziamento dei passeggeri su bis e vaporetti. Quindi servono più corse e più linee di autobus e vaporetti. Ciò significa per noi che, a prescindere dai turisti, il Comune non può scaricare i mancati introiti dei turisti nelle case di Actv sui cittadini, sia in termini di sicurezza anti-contagio in tutto il territorio veneziano e in primo luogo ai pendolari che, come tutti auspichiamo, torneranno in azienda a lavorare». 

«Senza i turisti in circolazione il 50 % di linee e corse garantite dall’inizio dell’emergenza sanitaria non basteranno di certo». «L’amministrazione comunale per prima vuole garantire sicurezza ed efficienza dei mezzi», ha risposto l’assessore alla Mobilità, «ma le nostre risorse non bastano. Ci vuole un intervento straordinario con risorse che solo lo Stato può garantire, come pure sarà necessario che aziende importanti, come Fincantieri, contribuiscano con loro risorse alla necessità di mettere a disposizione più mezzi per le migliaia di lavoratori del cantiere di Porto Marghera, considerando che per rispettare le distanze di sicurezza tra i passeggeri a bordo degli autobus saremo costretti ha far salire non più di un terzo di passeggeri rispetto alla loro normale capienza, senza contare i controlli di ordine pubblico che dovranno essere attivati per un ’emergenza che ancora non sappiano quando finirà».

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