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Actv, azienda e sindacati insieme: «Stato e Regione devono intervenire»

Fonte: Il Gazzettino del 13-05-2020

Anche i sindacati scendono in campo per salvare l’Actv e il trasporto pubblico locale che rischia di sparire per fallimento. E questa volta hanno messo da parte ogni divergenza ritrovandosi tutti uniti (Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Ugl Fna, Faisa Cisal e anche Usb) in una lettera-appello inviata al premier Conte, ai due sottosegretari veneziani Baretta e Martella, al prefetto Zappalorto, al governatore del Veneto Zaia, al sindaco Brugnaro, e ai vertici di Avm-Actv. La novità della presa di posizione è che questa volta i Sindacati non accusano l’Azienda di aver tagliato male i servizi o di non aver impiegato bene i soldi, ma direttamente il Governo e la Regione. 

LE CRITICHE IN ALTO

Il primo perché nel nuovo decreto non ha tenuto in minimo conto della specificità di Venezia che ha (aveva) un bilancio in attivo solo grazie ai turisti, e quindi 600 milioni di fondi aggiuntivi a livello nazionale sono del tutto insufficienti: in buona sostanza il calo che hanno subito tutte le aziende del trasporto pubblico in Italia (per Venezia è pari al 70% dei passeggeri pendolari residenti e non) è niente in confronto alla ulteriore perdita di tutti i turisti; in secondo luogo il Governo non ha considerato minimamente che in centro storico e nelle isole gli abitanti si muovono quasi esclusivamente con i battelli. Anche la Regione, chiedono i Sindacati, nella ripartizione dei fondi statali alle varie aziende del territorio deve tenere conto della specificità di Venezia e deve mettere «risorse proprie in favore del Trasporto pubblico locale». Infine pure il Comune di Venezia deve finanziare l’Actv «con il sistema tariffario riferito alle quote ordinarie e turistiche del 2020». 

INTERVENTO URGENTE

L’intervento è urgente perché la situazione, dal 4 maggio scorso, sta peggiorando di giorno in giorno: «Con l’inizio della Fase 2 ed il riavvio parziale della circolazione delle persone e dei lavoratori, ha visto generalmente, e in particolare nelle ore di punta, il mancato rispetto del distanziamento tra i passeggeri e affollamento a causa di una inadeguata offerta di trasporto. Si immagini cosa succederà con il ripristino della stagione balneare e dei servizi scolastici all’apertura delle scuole». D’altro canto Avm non ha soldi per fare di più, perciò i Sindacati chiedono che Governo e Regione finanzino il servizio pubblico di trasporto: «È un diritto costituzionale, e il mantenimento delle condizioni sanitarie è un obbligo a tutela degli utenti e dei lavoratori». E non a caso si sono rivolti anche al prefetto perché, «anche per prevenire eventuali criticità di ordine pubblico», si attivi «per garantire ai cittadini i livelli di servizio locale previsti dalle ordinanze».

PIÙ CORSE

L’incremento di collegamenti tra Punta Sabbioni e Venezia ha permesso una distribuzione migliore all’interno delle imbarcazioni. Se la corsa delle 6.50 continua a registrare affollamento, è vero che le barche in più consentono ora di essere più distribuiti e non temere di accalcarsi. I sindacati però continuano a ricevere comunicazioni da parte di preposti al comando in difficoltà in tutte le linee interne ai canali veneziani. «Ci sono grossi problemi soprattutto tra Lido e piazzale Roma, ma anche nelle isole e in Canal Grande, che rischiano di far andare oltre il limite di capienza previsto. È evidente che se si trasformano i bis in corse di linea va meglio, ma così rarefatte c’è il rischio di non rispettare i limiti previsti da Dpcm e ordinanza regionale», spiega Valter Novembrini della Filt Cgil. Lo stesso sindacalista chiede che si intervenga subito: «Bisogna rimettere in acqua le barche come da contratto di servizio, inserendole dove ci sono maggiori necessità, e leggermente meno dove la situazione è più tranquilla. Chi vive al Lido, Murano, Burano e Giudecca deve poter lavorare, bisogna far capire che sono pendolari con l’obbligo del trasporto pubblico. È un controsenso che Comune e Regione facciano rientrare le persone e poi non eroghino un trasporto sufficiente. Che trovino un accordo con se stessi». Nel frattempo, l’Actv ha incrementato le corse di trasporto urbano al Lido. Dopo aver registrato i malumori dell’ultima settimana, la riorganizzazione prevede che la linea 11 sia più dedicata al collegamento con Pellestrina, mentre i lidensi potranno contare maggiormente sulla linea A. Per questo motivo, la A circolare Lido Sme – Piazzale Ravà – Lido Sme avrà la prima corsa da Piazzale Ravà alle 6, con tre corse ora anziché due e l’ultima partenza da Lido Sme alle 22.03. La A Lido Sme – Alberoni Faro Rocchetta avrà un prolungamento del capolinea e sarà di tre corse ora anziché due. Per quel che riguarda la linea 11, che collega Lido Sme – Pellestrina, avrà due corse all’ora limitando però i punti dove poter salire o scendere, in maniera da rendere meno affollati i mezzi. Ad oggi non è dato a sapere se l’azienda potrà erogare ulteriori investimenti, ma, come registra il lettore Aldo Giuponi, permangono i problemi di collegamento dettati dall’assenza della linea 4.1/.2 che impedisce ai giudecchini di raggiungere l’ospedale.

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