Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Actv, mezzi semivuoti. In acqua un calo del 40%

Fonte: Il Gazzettino del 06-03-2020

L’allarme da coronovirus svuota i mezzi pubblici. In questi giorni i vaporetti e i motoscafi a Venezia sono quasi deserti, complice la quasi totale sparizione dei turisti e la scelta precauzionale di una buona parte di residenti, soprattutto quelli più avanti negli anni, di stare il più possibile a casa per evitare il rischio di contagio. A Mestre i bus e i tram sono un po’ più frequentati, se non altro dai lavoratori pendolari che si muovono da e per il centro storico, al netto degli studenti per cui le lezioni a scuola e nelle università sono sospese, ma si è lontani dagli standard abituali.

SITUAZIONE MAI VISTA

E, così, se per lungo tempo ci siamo trovati a registrare il problema degli autobus sovraccaricati, soprattutto nelle ore di punta, dai turisti che dormono a Mestre specialmente nella zona della stazione e vanno a passare la giornata a Venezia lì riempiendo vaporetti e motoscafi, adesso ci ritroviamo a fare la cronaca dell’esatto contrario, una situazione che definire insolita è poco. Comune e Actv ancora non hanno percentuali certe sulla riduzione del traffico passeggeri, anche se indiscrezioni parlano di un 40% in meno sui vaporetti. Per avere numeri certi bisogna aspettare ancora un po’ di giorni, quelli necessari per chiudere il computo delle vendite dei biglietti e dei passaggi sui validatori e sui tornelli. Dettagli, perché sarà comunque la certificazione di una situazione di fatto che è già sotto gli occhi di tutti. Più di tutto soffre il settore navigazione che, è bene ricordarlo, grazie al biglietto turistico da 7,50 euro concorre a mantenere economicamente quello automobilistico che di per sé sarebbe in deficit. L’azienda assiste preoccupata a un andamento che sembra evolvere negativamente quasi in parallelo alle notizie dell’aumento dei contagi, che in centro storico sono superiori alla terraferma.

I RIMEDI POSSIBILI

Tra i rimedi per ora non sarebbe all’ordine del giorno il taglio o la riduzione di corse, che rappresenterebbe l’extrema ratio. Peraltro formalmente spetterebbe al Comune chiedere di rivedere il contratto di servizio e, almeno fin qui, a Ca’ Farsetti ancora non si sta pensando di imboccare questa strada. Prima, infatti, si potrebbe fare qualcos’altro, tipo razionalizzare delle spese che sono comprimibili sul fronte del personale, ad esempio mandando in ferie o in permesso i controllori che, a utenza sparita, si trovano a controllare il nulla sui mezzi, ma anche per quanto riguarda la Ztl degli autobus turistici. Intanto Actv sta facendo tantissimo sul fronte delle pulizie e della sanificazione dei mezzi, così come imposto dal Decreto della Presidenza del Consiglio di ministri che, curiosamente, ha invece escluso per il trasporto pubblico la regola del droplet – l’obbligo di distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri che viaggiano sulla stessa corsa. Ogni notte viene pulito a fondo tutto: le 95 unità navali, i 300 autobus e i 15 tram in servizio, mentre di giorno, a rotazione, sono sottoposti a ulteriore intervento di sanificazione una settantina di autobus e una quindicina di unità navali. A livello aziendale è stata attivata un’Unità di crisi permanente al Tronchetto dove vengono raccolte le segnalazioni e smistate le disposizioni del caso, anche sulle misure correttive da adottare in tempo reale, ogni giorno il personale viene raggiunto da una comunicazione con gli aggiornamenti quotidiani. 

DIPENDENTI, NESSUN CONTAGIO

Di positivo c’è che nessun dipendente a oggi risulta contagiato dal coronavirus, una notizia non da poco per una pianta organica composta da migliaia di persone che ogni giorno vengono a contatto col pubblico, né risultano assenze per malattie. Di certo c’è che l’autunno e l’inverno sfortunato che hanno funestato Venezia inevitabilmente continuano a riflettersi anche su Actv, che già per l’acqua alta aveva dovuto fronteggiare ingenti danni a nove vaporetti e 22 pontili, per un esborso di una ventina di milioni di euro. È ancora presto per poter calcolare quale sia l’impatto economico dell’allarme coronavirus. Lo diranno le prossime settimane, ma le premesse di una clientela sparita o fortemente diminuita anticipano contraccolpi per il bilancio da far tremare le vene ai polsi della dirigenza.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.