Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Actv, piloti e marinai protestano «Organizzazione da cambiare»

Fonte: La Nuova Venezia del 07-05-2020

«La situazione è insostenibile. Siamo in emergenza, ma così si mette a rischio il lavoro dei dipendenti e la salute dei passeggeri». Erano almeno 150, ieri mattina, i lavoratori Actv che hanno manifestato davanti a Ca’ Farsetti. Per denunciare l’organizzazione del servizio che ha lasciato a casa la metà dei dipendenti dell’azienda di trasporto. Piloti e marinai con cartelli e striscioni hanno chiesto un incontro con il sindaco Luigi Brugnaro. Alla fine sono stati ricevuti dal prosindaco Romor, unico presente in municipio. «Ho ribadito quello che abbiamo detto in questi giorni», dice Romor, «abbiamo dovuto ridurre le corse. Se no, senza gli introiti dei turisti, l’azienda avrebbe avuto solo due mesi di vita. In vece della Cassa integrazione sarebbero arrivati i licenziamenti. Dobbiamo aspettare che passi ‘a nuttata, come si dice. Ma non abbiamo alternative».I lavoratori denunciano una situazione di grande tensione. «Siamo sceriffi e anche professori di matematica», dice Alessandro Mazzoleni, «dobbiamo controllare che la gente abbia guanti e mascherine, e anche sapere quanti salgono e scendono. L’azienda ci ha lasciati soli, non c’è nessuno ai pontili e nemmeno alle biglietterie».Il punto critico è la riduzione delle corse, ma anche la limitata capacità di imbarco dei mezzi acquei, per rispettare i decreti del governo e della Regione. 

A bordo dei vaporetti non possono salire più di 55 persone per volte, circa un terzo della capacità normale, nei motoscafi del GiraCittà si scende a 46 persone. Disagi e tensioni nei primi giorni di ripartenza. Molte persone vengono lasciate a terra, e la circolare 5.1 del GiraCittà passa ogni ora. Così succede che all’Ospedale o in altre fermate restino a terra anziani e passeggeri che non possono spostarsi a piedi. Ai pontili in Canal Grande scene di tensione anche ieri. La gente rimane a terra e protesta, Se non scende nessuno dal vaporetto già al limite nessuno sale. «Per forza», dice Mazzoleni, «nella stagione normale la capacità di carico in Canal Grande è di 2200 persone all’ora, perché ci sono 10 vaporetti ogni ora. Adesso siamo a 165, meno del 10 per cento». «Non vogliamo», hanno detto ieri i manifestanti, «essere usati in vista dei trasferimenti del Fondo regionale trasporti». Che senza turisti andrà sicuramente aumentati perché il trasporto pubblico è un servizio prima che un’azienda».«Ma anche con quei fondi», dice Romor, «non potremmo resistere più di due mesi. L’azienda non ha risorse per continuare, e si rischia il fallimento».Richieste ripetute da parte dei lavoratori per trovare «una via di mezzo». La situazione richiede dei correttivi, hanno detto, «anche in vista dell’emergenza sanitaria. Se i passeggeri vengono lasciati a terra occupano gli imbarcaderi e spesso sono costretti a non rispettare nemmeno le distanze. Occorre almeno far correre qualche bis. In caso contrario, la situazione è destinata a peggiorare». 

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.