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Agriturismi tutti riaperti ma solo per i lavoratori

Fonte: Il Gazzettino del 12-05-2020

Sono pronti ad aprire gli agriturismi veneziani. La nuova possibilità, prevista dalla presidenza del Consiglio dei ministri con una modifica alle Faq, è stata accolta con entusiasmo da Agriturist Venezia, che ha annunciato il via libera ai suoi soci.

I NUMERI

Complessivamente nel veneziano ci sono quasi 130 agriturismi (tra alloggi e ristorazione) e tutti hanno confermato l’intenzione di cogliere l’opportunità e di aprire già da oggi, per ora solo con l’attività di pernottamento. Anche se per il momento l’ospitalità riguarda (come per tutte le strutture ricettive) solo le persone autorizzate a spostarsi, ossia i lavoratori. Nei giorni scorsi Agriturist Venezia aveva avviato una campagna di protesta sui social rilevando una discriminazione palese nei confronti degli agriturismi, ai quali, all’indomani del decreto del 4 maggio e della successiva ordinanza della Regione Veneto, veniva concesso di accogliere il personale ospedaliero, ma non gli operai e i dipendenti aziendali. Ed è arrivata una risposta positiva dal Governo. «Ringraziamo chi si è adoperato per sanare una situazione che ci stava penalizzando fortemente sottolinea Luigi Toffoli, presidente di Agriturist Venezia. – Ora anche noi possiamo cominciare a riprendere la nostra attività e a cominciare a guardare con più fiducia al futuro. Complessivamente nel Veneziano ci sono oltre un centinaio di agriturismi che quasi sempre si trovano in zone isolate, con ampi spazi all’aperto, grandi zone comuni che facilitano la possibilità di operare in sicurezza, rispettando tutte le normative relative al distanziamento sociale dettate dall’emergenza Covid-19».

Il chiarimento è stato pubblicato sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri, nella sezione delle Faq. Viene specificato infatti che anche gli agriturismi «possono proseguire la loro attività», anche se per ora, ovviamente, «esclusivamente per le persone autorizzate a spostarsi», «e sempre nel rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie e della distanza interpersonale». Si apre quindi ma solo per i lavoratori, che rappresentano però circa dal 10 al 30% degli ospiti degli agriturismi. Una mossa che servirà quindi per ora solo a coprire parte delle spese. «Nel Veneziano apriremo tutti – aggiunge Toffoli – perché c’è richiesta di ospitalità da parte delle filiere attive. I turisti per ora non possono venire e comunque le prenotazioni, anche per i prossimi mesi, sono a zero». Per quanto riguarda la ristorazione, a partire dal 18 si spera di poterla prevedere per gli ospiti che pernottano. Ma il ristorante per terzi dovrà aspettare giugno. Le attività che offrono solo cucina attendono quindi indicazioni, per poter poi iniziare a fare i lavori per adeguare le sale ristorante alle nuove norme. «Ci avviciniamo ad un’estate da trascorrere preferibilmente nel nostro Paese, senza affollamenti e con meno stress: una vacanza diversa, alla riscoperta dell’Italia dei borghi e delle campagne, una vacanza sostenibile nel verde e nella natura afferma Giulio Rocca, presidente di Confagricoltura Venezia. – Il territorio veneziano ospitava 37 milioni di presenze turistiche l’anno e quindi ora ci troviamo in una situazione molto grave ma nell’ambito dei nuovi scenari l’agriturismo può e deve giocare un ruolo chiave nell’estate della fase 2 per cercare di recuperare una piccola parte della stagione ormai compromessa. Muta radicalmente il concetto di turismo, che va ripensato e riorganizzato secondo le nuove esigenze del distanziamento sociale e della vacanza di prossimità».

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