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Alloggi di lusso con i privati negli ex cantieri di Sant’Elena

Fonte: La Nuova Venezia del 28-07-2020

È un complesso immobiliare di alloggi di lusso quello che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex cantiere Actv Sant’Elena, prima di proprietà del Demanio e recentemente ceduta in parte a Invimit Sgr, la società controllata dal ministero dell’economia che si occupa di progetti di valorizzazione con la creazioni di fondi immobiliari chiusi. Questo prevede la delibera di Variante al Prg predisposta dal comune e discussa anche ieri in Commissione consiliare sulla base del progetto elaborato dallo Studio Mar. La delibera prevede la trasformazione del cantiere Actv e della grande darsena in un centro residenziale, in collaborazione con il Demanio e Invimit, la società del ministero dell’Economia proprietaria di una parte dell’area. Una superficie importante, 79 mila metri quadrati di cui 70 mila di spazio acqueo e darsena. Dove venivano riparate le motonavi e i vaporetti dell’Actv. 

Attività adesso trasferita a Pellestrina e in parte all’Arsenale e al Tronchetto. Adesso si tratterà di far approvare la delibera per il progetto di riqualificazione e valorizzazione tra Demanio e Comune. La destinazione degli immobili dovrà essere a residenza, con esclusione della locazione turistica. Nei 45 mila metri quadrati di superficie lorda edificabile ci saranno edifici destinati alla «residenza stabile». Il 10 per cento saranno destinati a locali per il commercio, i pubblici esercizi e le botteghe artigiane. Prevista anche la realizzazione dio una palestra e di campi da gioco scoperti. Da decidere nei dettagli anche il futuro della grande darsena di oltre 70 mila metri quadrati e degli 8900 metri quadrati a terra oggi occupati da capannoni in disuso, dove dovrà trovare posto la nuova darsena da diporto. Sarà demolita anche la falegnameria presente nell’area, che dovrebbe essere però poi ricostruita in altra parte del complesso. Sta di fatto che la destinazione a edilizia residenziale pubblica inizialmente prevista per l’area, viene a scomparire lasciando spazio a un altro tipo di residenza. 

Ma chi affiancherà Invimit nel cospicuo intervento di trasformazione? Si è già fatta avanti qualche tempo fa un’«alleanza» italo-tedesca interessata a investir sull’immobiliare. È composta dalla la società tedesca Phoenix Development GmbH e dal gruppo Sorgente SGR, una holding attiva nel settore dell’immobiliare e della finanza in Italia che in passato in Venezia si era già occupato di hotel come il Luna Baglioni. In laguna il primo investimento potrebbe riguardare proprio Sant’Elena. Gli investimenti, perfezionati attraverso il fondo immobiliare Re Development, avranno ad oggetto immobili rappresentativi a destinazione prevalentemente residenziale già esistenti oppure da realizzare per un importo complessivo stimato, a regime, in oltre 400 milioni di euro. Attualmente sono in fase di studio due progetti, uno dei quali riguarda appunto Venezia. Lo stesso sindaco Luigi Brugnaro aveva già annunciato un paio d’anni fa l’intenzione di favorire la creazione in quest’area di un nuovo complesso di alloggi immobiliari di lusso, con la creazione anche di servizi. Ora i tempi sembrano maturi con un’operazione che ricorda un po’quella in corso per l’ex Ospedale al Mare. Anche lì una società controllata dal Ministero dell’economia come Cassa depositi e Prestiti e due partner privati per l’investimento di tipo alberghiera. Qui un’altra società a controllo ministeriale come Invimit con altri soggetti privati a portarla avanti. 

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