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Ambiente, lavoro turismo e sicurezza I temi caldi del Pd per battere Brugnaro

Fonte: La Nuova Venezia del 15-07-2020

Ambiente, lavoro ed economia in contrasto con la monocultura turistica, welfare. E ancora: servizi sociali, residenzialità e politiche abitative. Sono questi i punti qualificanti del programma del Pd che sostiene con una coalizione larga di centrosinistra la candidatura a sindaco di Venezia di Pier Paolo Baretta. Il Pd lo ha spiegato ieri presentando il programma. Insieme al candidato sindaco c’eranoGiorgio Dodi, segretario comunale del Pd, Valerio Favaron, segretario metropolitano del Partito Democratico, Monica Sambo (on line), capogruppo Pd in Consiglio comunale, Emanuele Rosteghin, consigliere comunale, Maria Teresa Menotto, Alessandro Strozzi, Marisa Gruarin, Giuseppe Saccà.A sostenere Baretta durante la presentazione si è collegato in diretta anche Andrea Martella, sottosegretario dalla Presidenza del Consiglio. «C’è una diffusa domanda di cambiamento, una sensazione di inadeguatezza» ha detto Baretta. «Più parlo con i cittadini e con le categorie, più registro una necessità da parte di tutti: dare un’altra possibilità a questa città. Noi abbiamo il dovere di dare risposte, intercettando le richieste di novità. La nostra coalizione è la risposta che l’alternativa c’è. Una coalizione con una visione unitaria e un programma di contenuti trasversali. A Venezia non esistono centri e periferie ma tanti luoghi che hanno identico diritto di essere vivibili».

AMBIENTE

Il punto nodale del programma è proprio l’ambiente. «Per valorizzare questa scelta» ha spiegato Giorgio Dodi, «abbiamo voluto creare un simbolo elettorale nel quale il nome del nostro candidato sindaco sia presente su uno sfondo verde. Una scelta che non è di forma, ma di sostanza, perché le politiche ambientali devono essere poste al centro della nostra azione politica, con ancora maggiore forza in un territorio come il nostro nel quale l’acqua ha un ruolo vitale».

ECONOMIA

«Dopo la pandemia è ancora più chiara la fragilità della struttura economica portante di Venezia: la monocultura turistica. Per questo è ancora più chiaro quanto sia necessario imprimere un cambiamento radicale nel modo in cui la città è governata. Dobbiamo costruire una città più inclusiva e solidale, rendere il nostro territorio capace di affrontare le sfide tecnologiche e ambientali sempre più urgenti».

NO ACCENTRAMENTI

«Oggi la nostra città è governata da un uomo solo al comando» hanno sottolineato i presenti, «arrogante e vendicativo, capace solo di piagnucolare e scaricare le responsabilità per giustificare le proprie inefficienza ed inadeguatezza. Siamo governati da un’amministrazione centralista che ha umiliato il Consiglio comunale, le Municipalità, ogni istituto di partecipazione e ha soffocato sul nascere la Città Metropolitana. E ha umiliato i cittadini, le associazioni e le categorie economiche. L’incapacità è emersa ancora più nitidamente al momento della ripartenza dopo il lockdown».

SICUREZZA

«In questi 5 anni» hanno chiuso, «la sicurezza è aumentata oltre alle operazioni di repressione? Si è riusciti a creare una città capace di offrire lavori sempre più qualificati? Sono cresciute le opportunità per gli artigiani e i commercianti? Sono migliorati i servizi forniti dall’amministrazione comunale? La risposta è no. Ecco i motivi per cui è necessario cambiare ripartendo dal basso. 

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