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Antenne 5G a maglie larghe «Sindaci con meno poteri»

Fonte: La Nuova Venezia del 09-07-2020

Da un lato il desiderio di bruciare le tappe, proiettandosi nel futuro. Dall’altro la paura di un futuro di cui non si conoscono i profili e la necessità di essere cauti. Nel mezzo, il 5G. Fonte di dibattito per i “complottisti”, in realtà tuttora oggetto di studio. Se n’è parlato ieri in un webinar organizzato da Anci Veneto, voluto dal presidente Conte, e a cui hanno partecipato oltre 200 amministratori. «Per dare ai sindaci linee guida e un supporto operativo» la sintesi della vicepresidente Elisa Venturini. 

I SINDACI

«La questione va trattata con cautela. Si rischia una guerra legale dall’esito incerto, che potrebbe danneggiare la comunità» spiega Venturini. La questione risiede tra le pieghe della bozza del Decreto semplificazioni, che revoca ai sindaci la possibilità di emanare ordinanze limitative dell’installazione di impianti 5g nei rispettivi Comuni, concedendo loro la sola libertà di individuare i siti meno impattanti. Lo spettro è di battaglie legali tra i primi cittadini che avevano vietato o limitato il 5G e i gestori, destinati a vincere. Per questo Lorenzo Traina, segretario regionale del Comune di Treviso, consiglia ai sindaci di ritirare le ordinanze. D’altra parte il 5G è tutelato dallo Stato, e il Ministero delle finanze ha già incassato quasi 8 miliardi di euro dai gestori della telefonia per installare le antenne. A opporsi, in Veneto, sono stati 60 Comuni. Una quindicina nel Padovano, come Albignasego, Montagnana, Teolo e Cadoneghe. Sette a Venezia, tra cui Chioggia, Mirano e Noale. Nel Trevigiano, ad esempio, Vedelago e Asolo. Ma le polemiche riguardano soprattutto il Bellunese, dove si trovano 2 dei 14 impianti 5G attivi nella regione. Gli altri 12 sono nel Veronese.

L’ITER

Per installare un impianto 5G l’iter è complesso, con il rispetto della normativa vigente – più stringente di quella europea – che deve passare sotto lo sguardo di Arpav. A fronte dei 14 impianti ora attivi in Veneto, 82 hanno ricevuto il via libera, la maggior parte dei quali nel Veronese. Ma 19 potrebbero sorgere nel Veneziano, 11 a Padova, 8 a Belluno e 6 a Treviso. «I sindaci potranno individuare siti sensibili come ospedali e asili, in cui vietare l’installazione» spiega ancora Traina, rifacendosi alla testimonianza di Mauro Ramigni del dipartimento di prevenzione e sicurezza Usl Treviso. Seppur notizie certe sugli effetti del 5G non ci siano – è troppo presto e la tecnologia troppo poco utilizzata -, è certo che i bambini sono i più sensibili. «I campi elettromagnetici possono produrre effetti biologici, ma un danno sulla salute non è effetto necessario» spiega Ramigni. «Le linee guida sull’utilizzo del 5G devono servire a limitare l’esposizione, per contenere il pericoloso aumento della temperatura. Ma per dare risposte certe sugli effetti a lungo termine di una esposizione prolungata servono più dati».La parola d’ordine è mediare. I benefici del 5G sono evidenti e rispondono a una doppia sfida: efficienza minimizzando i costi. Ce ne siamo accorti con il lockdown e il ricorso alla telemedicina. Ne avrebbero potuto beneficiare studenti e insegnanti, con la didattica a distanza. Ma si parla persino della possibilità di salire a bordo di mezzi senza autista. E delle applicazioni nella domotica. «Siamo passati dagli 800 ai 3.500 MHz, dal non poter inviare un sms al navigare velocemente su internet» sintetizza Sabrina Poli di Arpav. Il massimo conosciuto finora, quindi, è 3.500 MHz. Il 5G può essere anche di 700 (disponibile in Veneto dall’1 luglio 2022, ora utilizzato solo dalle tv), 3.700 (utilizzato dai 14 impianti veneti). E poi 27 mila MHz: una potenza enorme, che preoccupa, ma che finora non ha messo piede in Veneto. Parametri«Per installare un impianto il gestore deve presentare istanza di autorizzazione o Scia all’ente locale, allegando la documentazione tecnica. Arpav verifica il rispetto delle soglie e fa una serie di valutazioni. I controlli proseguono anche ad antenne installate, perché i parametri siano sempre rispettati» assicura Poli. 

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