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Aperto il by pass Adesso manca solo la ripresa del traffico

Fonte: Il Gazzettino del 17-07-2020 

Il nuovo bypass di Campalto, che da ieri è percorribile, è l’esempio di una pensata inizialmente per una funzione che adesso serve, invece, a tutt’altro, e per fortuna che l’utilità c’è tutta ancora oggi, e anzi diventerà sempre più necessaria se l’aeroporto tornerà ai numeri di passeggeri pre Covid, se sorgerà il nuovo stadio del Venezia con la cittadella dello sport, se l’economia si riprenderà dal terremoto che l’ha squassata. I due chilometri di strada sono stati inaugurati ieri mattina, alla presenza dell’assessore ai Lavori Pubblici e Infrastrutture della Regione Veneto Elisa De Berti, del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, del responsabile della Struttura Territoriale Anas del Veneto e del Friuli Venezia Giulia Mario Liberatore, oltre che del questore Maurizio Masciopinto, del vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin e del candidato alla poltrona di sindaco per il centrosinistra Pier Paolo Baretta. 

LA STORIA

I lavori sono iniziati nel 2016, tra polemiche sui prezzi eccessivi pagati per gli espropri, e si sono fermati nel 2018 perché, durante gli scavi, sono stati trovati reperti archeologici, per cui sono state effettuate indagini specifiche e, nel frattempo, è stata consolidata via Gobbi sotto alla quale passa la galleria chiamata San Martino che è stata la parte più complessa da realizzare nonostante sia lunga solo 75 metri, con 640 metri di rampe di accesso sia dal lato est sia dal lato ovest (una superficie media di scavo di 145 metri quadrati, un’altezza di 10,25 metri e una profondità di quattro metri rispetto alla superficie); per il resto ci sono due nuove rotatorie, una a est all’incrocio tra le vie Orlanda, Carlo Martello e Sabbadino che porta al Villaggio Laguna, e una a ovest che fa sbucare il bypass all’altezza del poligono di tiro del IV Battaglione dei carabinieri per proseguire poi verso l’aeroporto Marco Polo che è il motivo principale per cui la nuova strada è utile ancora oggi, ad oltre dieci anni di distanza da quando i cittadini di Campalto la chiedevano a gran voce: a quel tempo volevano una strada che bypassasse, appunto, il centro abitato dove i mezzi pesanti, che tanti incidenti avevano provocato, non sarebbero più potuti passare; col passare del tempo, però, vennero realizzate a sud ovest la Regionale 14 bis (via Martiri della Libertà) e a nord est la bretella autostradale che drenarono gran parte dei camion di passaggio. Fu allora, mentre l’Anas cominciava i lavori, che molti cominciarono a dire che il bypass non serviva più perché il centro di Campalto si era svuotato dei camion ma col tempo, al posto dei tir e delle betoniere, sono arrivati i pullman e le navette che portano i passeggeri del Marco Polo e prima del lockdown da Covid-19 si era arrivati a livelli di intasamento impressionanti, con via Orlanda percorsa da un’unica lunghissima colonna di bus Actv, Atvo e privati e da navette di hotel e parcheggi privati esterni all’aeroporto. Con il traffico erano tornati ad aumentare gli incidenti stradali, anche gravi, ai danni di pedoni e ciclisti. È così che il bypass ha avuto una nuova vita, e adesso che è stato inaugurato tutti si aspettano che riuscirà a tenere lontano del centro abitato i pullman, le navette e le auto dirette al Marco Polo, non subito chiaramente, ma quando un po’ alla volta riprenderanno i voli e il flusso di passeggeri, lavoratori e soprattutto turisti che Venezia sta aspettando come la manna dal cielo per uscire dalla crisi nera in cui si sta dibattendo.

COSA MANCA

Il bypass, dunque, è aperto da ieri pomeriggio anche se non è ancora completato del tutto, nel senso che mancano una serie di opere complementari e di compensazione per il territorio: nei prossimi giorni saranno avviate alcune lavorazioni di completamento (lavori che non avranno interferenze sulla viabilità), e in particolare partirà l’intervento di costruzione della pista ciclopedonale lungo la statale 14 della Venezia Giulia, vale a dire via Orlanda: si tratta della pista lunga 640 metri che collegherà il centro del paese con il cimitero con un investimento di 225 mila euro, opera che i residenti in zona (tra i quali il centinaio di ospiti del centro Don Vecchi 4) chiedono da anni perché in quel tratto via Orlanda non ha marciapiedi, e pedoni e ciclisti procedono sfiorati in continuazione da auto e mezzi pesanti.

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