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Area marciana all’asciutto fino a quota 110 centimetri ecco il primo ok al progetto

Fonte: La Nuova Venezia del 24-06-2020

Piazza San Marco all’asciutto fino a quota 110. Se ne parla da trent’anni. Ma idee e progetti sono stati sempre scartati e mai finanziati, in favore della grande opera, il Mose. Ieri finalmente il Comitato tecnico del Provveditorato (Cta) ha esaminato e approvato il progetto definitivo per la salvaguardia dell’insula di San Marco, elaborato dal consorzio Kostruttiva e da Thetis. L’uovo di Colombo, dal costo nemmeno esagerato. 35 milioni di euro (un decimo di quanto è costata ad esempio la conca di Malamocco) per mettere all’asciutto la Piazza dalle acque medio alte. Che sono in continuo aumento, e allagano l’area marciana a partire dai 68 centimetri del nartece, il primo ingresso della Basilica. Ma l’intera piazza viene sommersa quando l’acqua supera gli 80 centimetri: Un danno continuo. Adesso l’idea dell’ architetto Francesco Lanza e dell’ingegnere Lino Pollastri, coadiuvati da un gruppo di urbanisti, archeologi ed esperti delle maree, potrebbe diventare realtà. Tre mesi per il progetto esecutivo, che dovrà recepire le osservazioni e le raccomandazioni. Poi il via ai lavori. «I cantieri saranno aperti per stralci, per limitare i disagi ai cittadini e alle attività economiche», garantisce il presidente di Kostruttiva Devis Rizzo. Opera «necessaria», che anche gli ambientalisti vedono con favore. Non invasiva e ben lontana dalla prima ipotesi degli anni Novanta, che prevedeva la posa di una guaina impermeabile sotto i masegni.La nuova idea prevede di ricostruire l’antica rete dei cunicoli, con il restauro dei gatoli per lo scarico delle acque piovane. Il Molo di San Marco, rialzato 15 anni fa, tiene la quota di un metro e 10 centimetri. 

Nei luoghi dove l’acqua entra “per sormonto”, cone il Bacino Orseolo e l’angolo di Palazzo Ducale, saranno posizionate paratoie metalliche rimovibili. Nel sottosuolo, per fermare l’entrata dell’acqua dal Bacino di San Marco, valvole a farfalla che consentiranno l’uscita dell’acqua con la marea calante.Per risolvere il problema delle acque piovane che allagano la Piazza è previsto un impianto e una pompa con la portata di 700 liti al secondo. Impianti «invisibili», che saranno sistemati sotto il pontile del Provveditorato, davanti alla Zecca. Dopo il restauro dei cunicoli saranno anche restaurati gli antichi masegni, opera settecentesca di Andrea Tirali. E la messa all’asciutto della Piazza adesso muove i primi passi.Il costo dell’opera è stimato in 35 milioni di euro, due e mezzo il progetto. Due anni il tempo di realizzazione. In teoria dovrebbero essere concluse dopo il collaudo finale del Mose, per cui è prevista una prova di sollevamento delle 78 paratoie il 10 luglio. E la conclusione dei lavori per il 31 dicembre 2021. A quel punto la salvaguardia della Piazza sarà attiva fino a 110 centimetri sul medio mare. Evitando così centinaia di allagamenti annui causati dall’aumento del livello del mare. Per le maree eccezionali, quando la difesa locale non basta, dovrebbe entrare in funzione il Mose. 

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