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Aria più pulita, merito del meteo e del minor traffico sulle strade

Fonte: La Nuova Venezia del 10-03-2020

Se c’è un effetto positivo dell’emergenza sanitaria per l’epidemia di coronavirus e la riduzione del traffico sulle strade e autostrade – dovuta alla chiusura di scuole e luoghi pubblici e alla sospensione dei lavoratori decisa da determinate aziende – e di conseguenza si dovrebbero essere ridotte anche le concentrazioni di polveri sottili (Pm10) nell’aria che respiriamo scaricate dagli automezzi, imbarcazioni ed aerei . In effetti, se si consultano i dati aggiornati sulla qualità dell’aria, si constata che da oltre dieci giorni nessuna delle sei centraline di monitoraggio dell’Arpav presenti nell’area urbana, ha superato la soglia di sicurezza sanitaria di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’aria. Una bella notizia, se si considera che dall’inizio dell’anno i superamenti del limite giornaliero – che non dovrebbero superare quota 35 nell’arco di un intero anno – soglia si sono verificati per ben 39 giorni al Parco della Bissuola, 42 in via Beccaria, 43 in via Tagliamento, 38 a Sacca Fisola e 31 a Rio Novo.

Al momento, però, è impossibile stabilire, dati alla mano, l’eventuale conseguenza benefica sulla qualità dell’aria del minore traffico sulle strade, ma anche sulle vie d’acqua e sulle rotte aree. «Nelle ultime due settimane abbiamo avuto, dopo un lungo periodo di alta pressione e scarsissime piogge, condizioni meteorologiche variabili, con ventilazione, bassa pressione e piogge – spiega Salvatore Patti, responsabile dell’Osservatorio Aria regionale dell’Arpav –. Si tratta di condizioni meteorologiche che non favoriscono il ristagno nella fascia più bassa dell’atmosfera del particolato e ne favoriscono, invece, la ricaduta al suolo o la dispersione nell’aria. Risulta difficile, quindi, stabilire se e quanto il mancato superamento del limite giornaliero previsto per il Pm10 delle ultime settimane». L’impressione per chi circola sulle strade urbane ed extraurbane in questi giorni è che c’è stata, effettivamente, una riduzione del volume di traffico. In quanto ai dati che dovrebbero confutare ciò, bisognerà attendere uno studio avviato dall’Arpav – come ci ha spiegato Salvatore Patti – che si prefigge di raccogliere i dati sul volume di traffico registrati dal sistema Spire installato anche su alcune strade di Mestre. Raccolti questi dati, si tratterà di metterli a confronto con quelli storici sui volumi di traffico conteggiati dal sistema Spire prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria. A quel punto si vedrà se e quanto, effettivamente, si sono ridotti i volumi di traffico e, di conseguenza, l’aria è meno inquinata anche per questo. Al momento ci sono i dati diffusi ieri da Autovie sul traffico lungo la rete di strade da lei gestite (tra le quali c’è anche l’A4), dai quali risulta una riduzione del traffico del 20 per cento.

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