Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Aria pulita e stop polveri sottili. Da giorni valori bassi mai visti

Fonte: La Nuova Venezia del 25-03-2020

Malgrado gli impianti di riscaldamento siano ancora accesi e i camini fumanti, con il traffico ridotto al minimo dalle misure anti virus prese dal Governo, sulle strade di Mestre e nei canali di Venezia la qualità dell’aria finalmente accettabile, anzi buona visto che da oltre dieci giorni le concentrazioni di polveri sottili (Pm10) sono nettamente inferiori al limite di sicurezza dei 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Si tratta di valori mai visti prima, probabilmente dovuti alla drastica riduzione del traffico, anche se non è ancora stato de tutto dimostrato. Al Parco della Bissuola la centralina dell’Arpav negli ultimi tre giorni ha misurato concentrazioni di Pm10 pari a 15, 14 e 16 microgrammi di media giornaliera. Nei giorni precedenti, con condizioni meteo favorevoli al ristagno degli inquinanti, le concentrazioni i sono attestate i 30 e i 40 microgrammi. Sulla stessa linea i valori delle altre centraline posizionate a Mestre (tutte sotto i 20 microgrammi di media giornaliera) e a Venezia (con 12 microgrammi a Rio Novo e 15 a Sacca Fisola registrati l’altro ieri. Resta il fatto che sulla relazione tra inquinamento atmosferico e diffusione del contagio da Covid-2019, come ha ribadito il direttore dell’Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto, Luca Marchesi «al momento, non esistono studi approvati e condivisi dalla comunità scientifica in grado di dimostrare che la diffusione del coronavirus sia causata dall’inquinamento da particolato atmosferico. 

Certo è invece l’effetto del minor traffico su strade e canali sulle concentrazioni di biossido di azoto (No2) che sono crollate a valori minimi da quando il volume di traffico acqueo è ridotto di oltre il 70 per cento a causa delle misure previste dal Decreto “Cura Italia” per contrastare la pandemia di coronavirus. A Rio Novo, in pieno centro storico, è stato tocco il minimo record con 10 microgrammi di No2, a fronte dei 164 dello stesso giorno del 2019 e con 6 superamenti giornalieri del limite di sicurezza accumulati dall’inizio dell’anno, mentre quest’anno di superamenti giornalieri non c’è ne è stato nemmeno uno. Insomma, gli effetti della inedita riduzione del traffico stradale e acqueo si vedono, come dimostrano i dati relativi al biossido di azoto diffusi dal Sistema nazionale di protezione ambientale, grazie ad una nuova piattaforma in grado di integrare ed elaborare i dati forniti dal Programma europeo Copernicus e da sistemi modellistici a scala nazionale e regionale con quelli raccolti sul territorio dalle Agenzie per la protezione dell’ambiente delle regioni e delle province autonome. Da questi dati risulta, infatti, che l’emergenza coronavirus ha dimezzato la concentrazione di biossido di azoto (No2) in tutta la Pianura. Più complessa la risposta delle polveri (Pm10) in parte emesse direttamente e in larga parte prodotte dalla trasformazione di altre sostanze reattive, quali l’ammoniaca, gli ossidi di azoto e i composti organici volatili.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.