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Avm, metà dipendenti in cassa integrazione

Fonte: La Nuova Venezia del 05-04-2020

Il Comune di Venezia ha annunciato ieri che l’Azienda Veneziana della Mobilità (Avm), la società controllata titolare dei contratti di servizio per il trasporto pubblico locale nel territorio della Città Metropolitana, ha raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori per la gestione degli ammortizzatori sociali per fronteggiare l’emergenza Covid-19. «Tra gli elementi di discussione, nell’ambito e nel pieno rispetto delle previsioni di cui al Decreto “Cura Italia” spiega un comunicato stampa del Comune «sono stati condivisi i criteri di assegnazione ed utilizzo delle ferie pregresse e di quelle maturate nel 2020, il ricorso alla cassa integrazione per circa il 50% del personale a rotazione, il pieno sfruttamento, per gli aventi diritto dei benefici concessi dal medesimo Decreto, inerenti legge 104 (permessi familiari) e congedi parentali».Il Gruppo Avm ( di cui fanno parte Avm holding, Actv e Ve.la) anticiperà «in via eccezionale e per qualche settimana iniziale l’assegno dl trattamento economico degli ammortizzatori sociali ai singoli lavoratori posti in cassa integrazione in attesa che l’Inps provveda autonomamente o tramite altri Enti preposti e stipulerà inoltre un’apposita polizza assicurativa per estendere la copertura del rischio malattia legato all’emergenza». 

La direzione aziendale, capeggiata dal direttore generale, Giovanni Seno, si è anche impegnata «a mettere a disposizione pe il 2020 una somma pari al 30% della retribuzione dei dirigenti del Gruppo addizionata del monte incentivi dei Quadri da distribuire al personale posto in cassa integrazione non volontaria del Gruppo stesso qualora a consuntivo ne ricorrano le condizioni economiche e finanziarie». Nel testo dell’accordo, amministrazione comunale, Avm e organizzazioni sindacali «hanno condiviso l’impegno comune di attivarsi presso il Governo e la Regione Veneto per ottenere adeguate risorse economiche allo scopo di riequilibrare i contratti di servizio e affinché vengano riconosciute le specificità del trasporto pubblico locale (soprattutto quello acqueo) dell’area metropolitana di Venezia con adeguate coperture degli ammortizzatori sociali ben superiori alle 9 settimane ad oggi previste, in quanto la crisi economica conseguente all’emergenza Covid-19 e, in maniera particolare, i suoi riflessi negativi nel comparto turistico, produrranno effetti diretti nel quadro economico aziendale dei prossimi anni, con forti riduzioni dei ricavi».Il sindaco Luigi Brugnaro, l’assessore Michele Zuin, il direttore generale Giovanni Seno e tutti i dirigenti del Gruppo «si sono impegnati fin da subito al fine di salvaguardare la continuità aziendale e l’occupazione» . Per il direttore Seno: «si tratta di un passaggio difficile e per certi aspetti doloroso nella storia delle aziende del nostro Gruppo. Difficile oggi prevederne le conseguenze di medio e lungo periodo. Tutti coloro che stanno lavorando sodo in questo momento vanno ringraziati a cominciare dal sindaco e l’assessore Michele Zuin per i quali la nostra condizione attuale e futura sono origine tanto di preoccupazione quanto di impegno e supporto al sottoscritto e ai vertici aziendali tutti». Sullo sfondo resta il problema dei mancati introiti nelle casse di Actv per la drastica riduzione delle corse.

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