Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Aziende agricole in grave difficoltà Ed ora manca anche la manodopera

Fonte: Il Gazzettino del 04-04-2020

Soffre chi produceva per il turismo o le mense scolastiche, teme brutte sorprese chi si prepara a raccogliere l’asparago e abbassano i prezzi i caseifici a cui saltano le vendite di latte per bar e ristoranti. Le associazioni di categoria del mondo agricolo lanciano quindi iniziative e appelli, chiedendo ai consumatori e alla grande distribuzione di comprare dalle aziende orticole veneziane.  Secondo il presidente di Confagricoltura Venezia, Giulio Rocca, con l’emergenza sanitaria ed economica determinata dalla diffusione del virus Covid-19 si è registrato un cambiamento dei consumi di generi alimentari che ha portato inizialmente a trascurare i prodotti locali freschi con una diminuzione delle vendite che è arrivata in alcuni casi fino al 70 per cento per le aziende orticole che forniscono i loro prodotti principalmente a industrie di trasformazione o a imprese specializzate nelle esportazioni.

«Non conosciamo ancora fino in fondo l’impatto che avranno le mancate esportazioni e il blocco di settori strategici come quello del turismo nell’area veneziana – spiega il presidente Giulio Rocca e inoltre viviamo un grande problema della mancanza di manodopera in questo momento di massima attività nelle nostre campagne». Dal Veneto orientale al Miranese e fino a Chioggia le aziende soffrono, fatta eccezione per chi ha intercettato la rete della grande distribuzione. «Le produzioni agricole italiane e nostrane, sono ora strategiche per l’approvvigionamento alimentare nazionale sottolinea Nazzareno Augusti, segretario di zona di Confagricoltura Venezia a Chioggia. – Il settore agricolo in questo periodo è l’unica filiera che genera lavoro e continua a fornire un filo di ossigeno al corpo economico italiano». 

I produttori orticoli del Miranese, per esempio, temono per la produzione di asparagi, piselli e ortaggi a foglia larga, in particolare a Scorzè dove c’è una concentrazione di aziende specializzate in primizie di primavera. Giuliano Scattolin, che a Rio San Martino produce radicchio in autunno e inverno e asparago in primavera, senza i ristoranti deve affrontare un calo del 40 per cento nella vendita del radicchio: «Adesso inizia la stagione dell’asparago. Speriamo nella grande distribuzione ma siamo anche disponibili a vendere direttamente al consumatore», dice Scattolin. Sulla vendita dell’asparago spesso si basa la tenuta di intere aziende. E Confagricoltura Venezia spera nella Pasqua: «Chiediamo ai consumatori di celebrarla con i prodotti della nostra terra», questo l’appello diffuso ieri da Giulio Rocca.  Anche Coldiretti Venezia registra una crisi profonda tra le realtà del settore agricolo che producono per le mense scolastiche o per il turismo: «Nel veneziano spiegano dall’associazione di categoria abbiamo per esempio aziende che producevano insalate pronte per le navi da crociera o prodotti per le mense scolastiche e che adesso si trovano senza lavoro. Ci sono i piccoli, che vendono ai ristoranti e sono in crisi, e realtà più grandi che stanno lavorando tantissimo perché riforniscono la grande distribuzione». 

Gli associati veneziani di Coldiretti che vendono latte, a causa della chiusura di bar, hotel e ristoranti hanno dovuto diminuire il prezzo di vendita di 5 centesimi al litro. Periodo difficile anche per i piccoli produttori di vino (al contrario delle grandi aziende vitivinicole) e di carne e per le aziende che vendono nei mercati: «Dieci dei venti mercati agricoli veneziani sono chiusi e le aziende si stanno reinventando con la vendita a domicilio», spiegano da Coldiretti Venezia: «Chiediamo a gran voce che venga resa nota una volta per tutte la catena dell’importazione e che si dica da dove arrivano i prodotti. Questo è il momento in cui bisogna sostenere le aziende locali».

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.