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Banche: pronti 2,8 miliardi accolte 47 mila domande

Fonte: La Nuova Venezia del 23-06-2020

Nell’ultimo mese la richiesta di denaro alle banche venete è aumentata di cinque volte. Al 15 maggio erano stati concessi finanziamenti per 670 milioni di euro, al 10 giugno il totale era schizzato a 2 miliardi 790 milioni. Parliamo di fondi garantiti dallo Stato, secondo le norme del decreto Liquidità, comprensivi sia delle richieste fino a 25.000 euro che per cifre superiori. La grande maggioranza è concentrata nella prima categoria, a dimostrazione che sono le piccole attività ad avere più bisogno di una spinta per ripartire: su un totale di 46.381 domande, i finanziamenti fino a 25.000 euro riguardano 39.435 clienti. Il monitoraggio è di Banca d’Italia, nei cui dati il numero delle richieste coincide con quelle inviate al Fondo nazionale di garanzia e finanziate. Nulla risulta della selezione (ma potremmo parlare di falcidie) che viene fatta a monte dalle singole banche. 

Qui viene in soccorso un rapporto del Codacons, che entra invece con nomi e cognomi nella dinamica interna delle banche rivelando alte percentuali di bocciature. E anche un retroscena inatteso: sono le banche di credito cooperativo, le ultime rimaste a presidiare il territorio dopo il disastro delle Popolari (credevamo noi, poveri illusi), quelle che aiutano meno il territorio. Crolla un altro mito, dietro le parole poco o niente: le Bcc aderenti a Iccrea hanno accolto e finanziato appena 820 domande su 32.226 ricevute. Poco più del 2,5%. Uno sforzo titanico.Fanno meglio, molto meglio, le banche nazionali, a cominciare da Unicredit che ha ricevuto 57.070 domande e ne ha finanziate 30.037. Più del 50%. Anche se va osservato che le domande accolte erano state 44.354. Quelle che mancano si suppone siano solo in ritardo. Il totale dei finanziamenti è pari a 613 milioni di euro.Intesa San Paolo ha finanziato 44.492 domande sulle 149.858 ricevute. Quasi il 30%. Un cliente su tre è stato accontentato, gli altri due restano fuori dalla porta, ma almeno Banca Intesa non aspetta la risposta del Fondo nazionale di garanzia al quale vengono spedite le pratiche. Questo il motivo delle sfasature. Riduce i tempi della burocrazia, secondo il Codacons è l’unica banca a farlo. 

Tutte le altre assoggettano l’erogazione al completamento della procedura di caricamento della pratica sul portale del Fondo.Monte dei Paschi ha ricevuto 29.757 domande, ne ha ammesse all’erogazione 13.589 ma ha concesso il finanziamento solo a 5.061 “congelando” le altre 8.528. Anche qui un numero non irrisorio di richiedenti è in stand-bay.Ubi Banca ha ricevuto 45.868 domande, ne ha accolte 45.160 ma ha erogato finanziamenti solo ad una parte degli ammessi, 26.928 richiedenti, per un totale di 474 milioni di euroBanco Bpm, a fronte di 41.432 domande ricevute, ha deliberato 28.513 finanziamenti ma li ha erogati solo a 22.121 richiedenti. Sempre colpa del caricamento delle pratiche sul portale del Fondo.Nel monitoraggio di Banca d’Italia, la geografia delle domande di finanziamento conferma il Veneto che conosciamo: una regione con cinque capitali e due periferie. Nell’area forte centrale, è Verona con 9.236 domande complessive (fino a 25.000 euro e oltre) la città che più bussa a quattrini, ma è Vicenza quella che ne chiede di più: 681 milioni contro 500 dei veronesi. Su questi livelli, sia per numero di domande che di finanziamento richiesto, si mantengono Padova e Treviso, mentre Venezia è più scostata. Mai come Belluno e Treviso, che arrancano in fondo. 

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