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Baretta tra Mestre e Cacciari, social veneziani scatenati

Fonte: Il Gazzettino del 01-03-2020

«Proporrei Rudolph Giuliani, tanto xe eo stesso! Amo Venezia ma vivo a New York». È solo uno dei commenti che girano per la rete dopo l’intervista rilasciata dal candidato sindaco del centrosinistra Pier Paolo Baretta. Il sottosegretario all’Economia, che ha accettato il pressante invito del Pd e degli altri partiti e movimenti della coalizione, ha risposto a La Repubblica che è nato e cresciuto a Cannaregio «ma potrei mettere casa a Mestre, perché Mestre è il futuro». Già questo ha provocato le reazioni del tipo «con una frase si è giocato probabilmente migliaia di voti. E deve ancora iniziare la campagna», e ha pure rinfocolato le ire dei separatisti appena spente dal flop dell’ultimo referendum, e quelle dei veneziani doc costretti ad andarsene in terraferma: «Potessi io tornerei a Cannaregio di corsa, sono personaggi come questo che non ce lo permetteranno mai». Quando poi i veneziani hanno continuato a leggere l’intervista, alla risposta successiva sul suo modello di sindaco Baretta ha risposto «Più di uno… di certo Massimo Cacciari, un grande sindaco». E a quel punto le porte dei social si sono spalancate: «Ma non avevano chiuso i sarcofagi?», e via su questo tono. Tra whatsapp, facebook, con le pagine tipo Venessia.com e Venezia NON è Disneyland, e altri social è stato un fiorire di commenti tra il divertito, la critica e il rassegnato.

I PUNTI PROGRAMMATICI

Così anche le cose interessanti che ha dichiarato il nuovo candidato sindaco sono passate in secondo piano, come l’elenco dei punti programmatici più importanti: togliere le navi da crociera dal bacino di San Marco e poi discutere tutti assieme la soluzione definitiva, il turismo è una risorsa ma non può schiacciare la vita quotidiana perché Venezia è viva e non un museo, la necessità di completare il Mose ma al contempo di verificarne l’efficienza e l’impatto ambientale, l’impegno a smantellare il centralismo amministrativo di Luigi Brugnaro. Baretta sembra riuscito a mettere assieme un fronte che va da Renzi a Calenda, dal Pd alla sinistra, coi verdi e Rifondazione comunista e varie civiche. E i punti che ha indicato il sottosegretario sono proprio un estratto concentrato dei desiderata di centro, sinistra, ambientalisti e civici. Sul Mose, tanto per fare un esempio, ha pronunciato un fermo si è no: nel senso che lo vuole completare come gli chiedono i moderati, il Pd e alcune civiche, ma facendo prima le verifiche sull’efficienza e l’impatto ecologico come gli chiedono la sinistra e gli ambientalisti. Tanto che nei sociali lo accusano di dire «le stesse cose che disse Brugnaro», e se la prendono col Pd: «Per vincere, Brugnaro non necessitava di un simile assist. Onore al Pd, che sa individuare sempre la persona che sa farlo perdere alla grande. Altri 5 anni di fucsia».

LE CONSULTAZIONI 

Ieri, intanto, Baretta, abituato ad andare sul concreto, ha chiuso il cerchio: dopo aver incontrato i socialisti, si è confrontato con una nutrita delegazione della sinistra riunita ne Il nostro impegno per la città (Articolo 1, Verdi, Possibile, Sinistra italiana e Rifondazione): la discussione, raccontano, è stata fruttuosa, un altro passo avanti, ci sono ancora dei punti da limare e martedì prossimo ci sarà un’assemblea per tirare le conclusioni e procedere con la campagna elettorale.  Anche Gigi Giordani, segretario dei socialisti, si è detto soddisfatto, «d’altro canto sono stato uno dei primi ad avere lanciato l’idea del ticket Sambo Baretta. Gli abbiamo esposto le nostre proposte: rilancio della città, soprattutto Venezia, valorizzazione delle isole, rilancio delle municipalità e della portualità veneziana, risanamento e rilancio di Porto Marghera, graduale sostituzione dei mezzi di trasporti pubblici, acquei e terrestri, con macchine elettriche, e infine il nuovo canal Grande dev’essere il canale della Giudecca».

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