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Basilica, conflitto di progetti antimarea Opinioni contrapposte sulle barriere

Fonte: La Nuova Venezia del 30-05-2020

Barriere alte sei metri e poste sopra i gatoli, gli antichi scarichi dell’acqua piovana. E poi a ridosso della Basilica. Corrimani-leggìi da mezzo metro. Vetro brunito e tettoie. Uscite della Basilica spostate, varchi più stretti dei portali della chiesa.Un percorso tormentato, quello per la difesa della Basilica dalle acque alte. Vertici continui tra architetti e ingegneri, visioni diametralmente opposte su come procedere con i lavori. Dal marzo scorso il progetto di Daniele Rinaldo elaborato dalla Procuratoria di San Marco (Mario Piana e Pierpaolo Campostrini) è stato bloccato dalla commissaria Sblocca cantieri Elisabetta Spitz. «Non adeguato dal punto di vista architettonico», l’aveva definito. Affidando così le «migliorìe» allo studio milanese di Stefano Boeri, con una consulenza da 40 mila euro. La prima proposta Boeri è stata smontata. Barriere troppo alte, avrebbero impattato sulla Basilica. Ma anche le posizioni dei varchi sono state cambiate. «Bisogna tener conto dei flussi di uscita delle persone. E’ una chiesa, non solo un monumento», ha obiettato la Procuratoria. Infine, l’altezza dei vetri. Si è passati da sei metri agli attuali due, con griffe e di colore brunito.Cosa succederà adesso? I progetto definitivo originale è stato approvato con raccomandazioni dai comitati Belle Arti e Paesaggio del Mibact, riuniti in seduta comune il 24 aprile. 

Con l’indicazione che ogni variazione dovrà essere di nuovo sottoposta a iter. «Dunque non ci sono stati ritardi», dicono dall’ufficio del commissario Spitz, «anche le raccomandazioni dovranno essere di nuovo approvate». In realtà in questo caso si tratta di un iter molto più veloce. Il progetto Boeri invece dovrà cominciare daccapo, Essere sottoposto all’esame della Soprintendenza che poi lo invierà a Roma. Sulle modalità della difesa sta nascendo in città un dibattito intenso. «C’è una differenza sostanziale», ha scritto Pipino Cristinelli, docente di Storia dell’Architettura a Iuav, «tra il restauro di un monumento e la sua protezione» In questo caso l’approvazione della Soprintendenza è arrivata solo in quanto «opera provvisoria e necessaria», per non esporre la Basilica ai danni già visti il 12 novembre scorso». In attesa della realizzazione del Mose e della difesa dell’insula di piazza San Marco si è puntato sulle lastre di vetro. Opera contestata dai puristi, ma «necessaria e provvisoria» per il ministero.Ma adesso i due progetti si incrociano. Era necessario affidare a uno studio milanese un «abbellimento» di una difesa che deve essere il meno possibile impattante? Ma soprattutto era necessario bloccare la parte architettonica di un progetto adesso è approvato dal Mibact – e realizzato dall’ex vicesoprintendente, il proto di San Marco Mario Piana? Mentre si attendono i nuovi disegni dello studio Boeri, l’altro progetto è quasi pronto. I lavori potrebbero partire già a luglio.

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