Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Battaglia del porto, le carte di Musolino

Fonte: La Nuova Venezia del 02-07-2020

Il presidente dell’Autorità portuale Pino Musolino gioca le sue carte. E fa circolare il verbale del 27 luglio 2018. Il giorno in cui venne firmata la nuova convenzione tra Porto e la società di Fusina del gruppo Mantovani. La pietra dello scandalo. Che ha portato i due componenti del Comitato di gestione che affiancano Musolino (Fabrizio Giri rappresentante del Comune e Maria Rosa Campitelli della Regione) a votare contro il bilancio. Già l’anno scorso non si erano presentati, e Musolino aveva votato il bilancio da solo. Adesso tre sedute e tre fumate nere. «Non possiamo firmare una manovra che non ci trova d’accordo», hanno scritto. Il 30 giugno, termine ultimo previsto per l’approvazione del bilancio, è così scivolato via. E adesso il ministro delle infrastrutture Paola De Micheli potrebbe disporre il commissariamento del Porto. Eventualità prevista dall’articolo 7 della nuova legge Delrio. C’è qualche giorno di tempo. E al ministero in queste ore arrivano dossier, lettere e memoriali. Nelle carte esibite da Musolino ci sarebbe, secondo il presidente, la «prova regina» che i due consiglieri erano stati informati. Un passaggio che annuncia «l’ipotesi di nuovo accordo con la società» che gestisce dal 2009 il project financing cioè l’accordo pubblico privato per la realizzazione della piattaforma del terminal traghetti a Fusina.

Venti milioni di investimenti in meno (da 159 a 139 milioni di euro a carico del privato), 9 milioni di contributo pubblico, dieci anni di proroga della concessione. «Ma il danno sarebbe stato non farlo», insiste Musolino, «perché così si recuperavano anche i canoni non pagati per 3 milioni e 600 mila euro». Musolino esibisce anche le lettere con cui sollecitava il sindaco Brugnaro e il presidente Zaia a «supportare» il Porto per la buona riuscita dell’iniziativa. «Tutto trasparente», insiste, «i nostri bilanci sono a posto, lo hanno detto anche i Revisori dei conti. Sono tranquillo».Giri e Campitelli da parte loro non l’hanno presa bene. E hanno inviato a loro volta al ministero le spiegazioni sul perché non hanno votato quel bilancio e la mancata informazione. Spiegazioni messe a verbale anche il 20 gennaio scorso. Dunque il braccio di ferro continua. Adesso la palla è in mano al ministero. Che potrebbe decidere di non commissariare l’Autorità veneziana. Oppure nominare commissario lo stesso Musolino. O infine procedere alla sua revoca. Scelta in ogni caso difficile, visto che le parti hanno anche segnalato quanto successo alla Procura.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.