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Bonifica 3V Sigma Domani l’ultimo atto Parte degli operai rientrati in fabbrica

Fonte: La Nuova Venezia del 26-05-2020

Ultime ore di lavoro per i vigili del fuoco impegnati nella complessa bonifica della 3V Sigma, l’azienda chimica di Porto Marghera divorata dalle fiamme lo scorso 15 maggio, poco dopo le 10, mentre due operai di una ditta esterna stavano stagliando un tubo. Un’operazione che – per motivi che sono in corso di accertamento da parte della procura – sarebbe alla base del rogo, che inoltre sarebbe poi stato alimentato anche dalle numerose maxi-taniche ( chiamate tank) di xilene che erano sparse per il piazzale della fabbrica, e di cui più volte in passato i lavoratori e i rappresentanti sindacali avevano denunciato la pericolosità. I vigili del fuoco negli ultimi dieci giorni hanno lavorato a ritmo sostenuto per arrivare alla completa bonifica del sito, che comprende lo svuotamento delle cisterne coinvolte nell’incendio ma non andate distrutte, e lo smaltimento dei composti chimici che non sono andati bruciati con il rogo. Con la collaborazione dell’azienda è stato possibile anche recuperare parte del materiale chimico non coinvolto dall’incendio. La chiusura delle operazioni è prevista per domani. In queste ore l’intesa tra le organizzazioni sindacali, ovvero la Femca Cisl, e l’azienda ha permesso il ritorno al lavoro di circa venti dipendenti, ovviamente non più impegnati nella produzione, ma nella guardiania e sistemazione dell’area. Un impegno che riguarderà una ventina di dipendenti suddivisi in tre turni. 

Dopo le fasi della bonifica toccherà all’azienda cercare di rimettere in piedi le linee di produzione che sono andate distrutte nel corso dell’incendio. Un incidente così grave come quello accaduto venerdì 15 maggio alla non si vedeva dal 2002 al Petrolchimico dal giorno in cui prese fuoco ed esplose un serbatoio dell’impianto del Tdi di Dow Chemical, poco distante dal serbatoio bunkerizzato del fosgene. Dopo quell’incendio l’azienda decise di chiudere lo stabilimento. In questo caso invece la proprietà dell’azienda, la famiglia bergamasca Seccomandi, sarebbe intenzionata a riavviare la produzione, anche se serviranno molti mesi prima che la fabbrica torni a essere operativa. Secondo stime sindacali l’impianto avrebbe subito danni per circa 20 milioni di euro. La famiglia bergamasca è sbarcata a Porto Marghera nel 1988, quando ha acquisito e ristrutturato impianti dell’ex Montedison in via Malcontenta, per produrre sbiancanti chimici derivati dalle lavorazioni del Tdi di Dow Chemical (chiuso nel 2006). Pur essendo inserita in “un’area a rischio di incidente rilevante”, soggetta alle direttive Seveso, la 3V Sigma è l’unica azienda a non aver mai sottoscritto il protocollo di adesione al Sistema integrato per il monitoraggio ambientale e la gestione delle emergenze (Simage) realizzato proprio per la sicurezza di Porto Marghera.

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