Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Braccio di ferro tra Brugnaro e la Vtp sul mancato pagamento dell’Imu

Fonte: La Nuova Venezia del 28-04-2020

Il Comune di Venezia ricorre in appello alla Commissione tributaria del Veneto contro il mancato pagamento dell’Imu da parte di Venice Terminal Passeggeri, la società che ha in gestione lo scalo crocieristico della Marittima. In ballo ci sono 20 mila e 500 euro per quattro anni – secondo la tesi dell’amministrazione – di mancati versamenti. Un braccio di ferro, pronto al secondo atto.Nei giorni scorsi, la giunta ha infatti deliberato l’autorizzazione al sindaco a presentare ricorso nel tentativo di ribaltare la sentenza numero 1104 del 2019 della commissione tributaria provinciale (primo grado dell’organo giurisdizionale incaricato di verificare la regolarità della riscossione dei tributi). La vicenda nasce nel 2013 quando la guardia di finanza emette nei confronti di Vtp un primo processo verbale con cui viene registrato il mancato versamento di Ici e Imu per due immobili, un ufficio e un posto auto. 

Nel giro di un anno, i finanzieri contestano alla società che ha in gestione il terminal delle crociere un secondo mancato versamento, stavolta per un terzo immobile in cui la società ha ricavato un’area logistica. Nell’area del porto passeggeri di Venezia, infatti, Vtp è titolare di alcune concessioni per immobili di proprietà del Demanio. Proprio questi immobili finiti nel mirino della Finanza erano regolarmene iscritti al catasto dei fabbricati all’interno di una categoria fiscalmente imponibile da parte dell’agenzia del Demanio, proprietaria delle strutture. Per l’ente infatti, al contario dell’infrastruttura del porto in senso lato perlopiù esente dall’imposta Imu (categoria E1), quegli immobili avevano una «autonomia funzionale e reddituale». Tradotto, per il loro scopo logistico l’imposta municipale doveva essere versata. Tesi opposta a quella di Vtp. Così, il Comune avvia una serie di avvisi di accertamenti per un totale di 20.494 euro. Il provvedimento viene impugnato da Vtp, forte della posizione secondo cui l’Imu non è dovuta sui fabbricati dati in concessione demaniale. E in effetti, il ricorso viene accolto. 

La commissione tributaria provinciale di Venezia nell’ottobre del 2019 annulla il provvedimento riconoscendo agli immobili al centro della diatriba tra Comune e Vtp la categoria catastale E1(stazioni per i servizi di trasporto, terrestri, marittimi ed aerei) esente pertanto dall’imposta municipale. Ecco però che l’amministrazione comunale non ci sta. Tra le righe, il motivo del ricorso sta nel precedente creato dalla decisione dello scorso ottobre. Un terreno scivoloso (ben oltre i 20 mila euro della vicenda giudiziaria) per le casse pubbliche, se si considera il numero di porti sparsi in tutta Italia e il numero di immobili demaniali affidati in concessione. Per il Comune, che cita il decreto legge 262 del 2006, tra gli immobili inseriti nella categoria E 1 non possono essere compresi quelli destinati a «uso commerciale, industriale, ad ufficio privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale». Per i tecnici di Ca’ Farsetti, poi, la sentenza di primo grado presenta «argomenti insufficienti e generici» riguardo alla destinazione degli immobili e non considera proprio due degli aspetti principali: l’autonomia funzionale e reddituale. La vicenda è destinata a finire a carte bollate nei prossimi mesi. Solo dopo il secondo grado si capirà se, e in che misura, per tutte le varie tipologie di immobili demaniali dati in concessione a chi gestisce il terminal si dovrà o meno pagare l’Imu.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.