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Bretella per l’aeroporto, l’ira del comitato «Impattante per l’ambiente e inutile»

Fonte: La Nuova Venezia del 10-06-2020

«Quello di Rete Ferroviaria italiana è un progetto impattante dal punto di vista ambientale e monco sotto il profilo dell’utilità pubblica del trasporto ferroviario dei passeggeri. Viene spacciato come alta velocità, ma quest’ultima non ci passerà mai perché non ci sono i binari. Se serve per fare la spola da Venezia a Tessera, allora basterebbe una navetta vera e non un “cappio”». È questo, in sostanza, il pensiero del comitato del CriaaVe, Cittadini per la Rimozione dell’Impatto Ambientale dell’Aeroporto di Venezia, che a ore presenteranno le proprie osservazioni al progetto definitivo del collegamento ferroviario con l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Al centro del dibattito la soluzione di raccordo ferroviario depositata i primi di maggio in Regione da Rfi (Rete ferroviaria Italiana), per la valutazione d’impatto ambientale il cui termine per le osservazioni scadrà il 14 giugno. Criaave evidenzia delle criticità in merito alla tratta alle quali lunedì non è stata data risposta: «Il progetto» spiega il vicepresidente Andrea Grigoletto «riempirà di soldi alcuni abitanti di Dese – se riusciranno ad avere un indennizzo maggiore ben venga – ma non servirà il sistema metropolitano regionale perché il modello di esercizio ferroviario è monco». Osservazione fatta lunedì anche dall’architetto Giovanni Leone e da altri cittadini ed esperti: «Quella che viene realizzata non è una stazione passante. Nell’idea delle persone “passante” significa che parte da Venezia, passa per l’Aeroporto e arriva a Trieste, cosa che non sarà. Nelle planimetrie dei progetti nessun treno, né locale né ad alta velocità né merci esce dall’aeroporto in direzione Trieste né per andare a Padova. Non solo. L’unico modello di esercizio è partire da Venezia, passare per Mestre, andare in aeroporto e tornare indietro. 

Perché allora non realizzare una stazione di testa? Se qualcuno ha venduto a sindaco e al presidente di Save l’idea che passi l’alta velocità, li non ci andrà perché non ci sono i binari per uscire verso Trieste e per entrare verso Padova». Continua: «Il consiglio superiore lavori pubblici nel 2017 si era accorto che il modello di esercizio ferroviario aveva delle criticità e chiese verifiche sul traffico passeggeri che si immaginava di trasferire su rotaia, ma mancano stime e simulazioni di traffico». Chiude: «Realizzando una linea che congiunge solo Venezia con l’Aeroporto si fa saltare tutto il sistema di treni regionali con Padova-Verona e Bologna e non si porterà mai l’alta velocità». Interviene Giovanni Leone: «Il problema principale è che questo progetto impattante non viene valutato nelle sue influenze nel quadro complessivo della mobilità (sfmr, alta velocità) ma si riceve a scatola chiusa perché è un grande investimento. Ci stanno proponendo un progetto definito vincolante che andrebbe invece risolto per dare vantaggi non solo al collegamento funzionale con l’Aeroporto, ma con l’intera viabilità regionale. Il sindaco incentra tutto su una negoziazione economica, ma non è solo questo. Ci sono assetti tecnici e funzionali che vanno studiati. È positivo che gli abitanti abbiano un risarcimento equo, ma ci sono caratteristiche del progetto fondamentali che vanno approfondite. Manca totalmente la partecipazione ed è mancato il dialogo». Lunedì sera la Municipalità di Favaro ha approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui si presentano una serie di richieste a margine del progetto accogliendo le osservazioni dei cittadini. Questa mattina le commissioni comunale e municipale congiunta discuteranno il progetto. Nel frattempo sono arrivate le osservazioni dei residenti di via Litomarino che chiedono la modifica al tracciato.

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