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Brugnaro a Conte: «Ora le grandi navi»

Fonte: La Nuova Venezia 11-07-2020

Un’occasione di concordia. Così il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha definito la giornata di ieri, quando le paratoie si sono sollevate separando la laguna dal mare per la prima volta nella storia.

TONI MORBIDI

Il primo cittadino, a differenza del maggio scorso, quando aveva apostrofato come incapaci gli emissari del Governo, ha adottato toni distesi. Al premier Giuseppe Conte ha destinato parole dolci, seppur ricordando il ritardo nella soluzione di alcuni problemi come quello delle navi e del lavoro. E proprio su questi due temi il sindaco ha battuto. Rivolgendosi ai rappresentanti dello Stato ha affermato: «Non abbiamo mai strumentalizzato le difficoltà che abbiamo ereditato. Qui abbiamo il presidente Zaia, il ministro De Micheli, ci sono ancora delle partite aperte, io do la mia disponibilità affinché possano essere affrontate». Quindi il ragionamento è entrato nel vivo: «Penso alle grandi navi da crociera, che per noi sono veramente un punto importante. Si era detto nel Comitatone del 2017 che le navi avrebbero dovuto solcare non più San Marco, ma il canale dei Petroli, per cui passare da Malamocco, arrivare a Marghera, canale Nord, lato Nord. E quelle più piccole attraversare il canale Vittorio Emanuele per arrivare in Marittima. A oggi non abbiamo più avuto notizia di questo. C’è stato il covid, però adesso alcune navi hanno cominciato a lasciare Venezia e ad andare a Ravenna, e il lavoro di tante persone è a rischio».

PERSONE E CODICI

Poi il sindaco ha guardato dritto negli occhi un attento Conte: «A lei (primo, ndr) ministro una supplica, ci sono alcuni codici Ateco (i codici per la classificazione economica) che non sono ancora stati considerati nel turismo. Uno ad esempio è quello dei portabagagli: sono a reddito zero ora. Parliamo di qualche centinaio di persone. Non sanno a chi rivolgersi, lo stesso vale per i lavoratori stagionali degli aeroporti; non pretendo bacchetta magica, ma mi creda, io li incontro. Però se il Mose è un’occasione di concordia, e vuole essere questo, benvenuto a lei e tutto il Governo, quello che avete potuto fare avete fatto, ma siamo in ritardo su alcune cose». Sull’opera lagunare si è poi soffermato: «Non mi associo – ha detto Brugnaro – al ringraziamento verso tutti quelli che si sono succeduti alla costruzione del Mose, la storia giudicherà. Sono sempre stato un grande sostenitore di quest’opera. Sono d’accordo con il commissario Spitz quando dice noi abbiamo l’incarico di finire l’opera non di fare ragionamenti filosofici».

Brugnaro ha poi spiegato il rapporto con i ministeri: «Oggi per la prima volta alziamo tutte le paratie, abbiamo fatto delle prove singole, so che il ministro sta seguendo con molta attenzione. Anzi tutti e due i ministri (De Micheli, infrastrutture, e Lamorgese, interni, ndr). Fare un’opera ingegneristica deve essere un bene di tutti, qui io rappresento i cittadini, i clienti di quest’opera, quelli che ne beneficeranno». Per spiegare meglio la situazione, il sindaco ha proposto un esempio: «Abbiamo avuto l’acqua eccezionale che per fortuna ha acceso i riflettori, però nella realtà con maree di 120 centimetri Castello continua ad andare sotto acqua, c’è gente che ogni anno butta via la lavatrice». L’obiettivo è anche, per il futuro, «trovare un modo veloce per la gestione, cioè creare un gruppo che possa sedersi, dove all’interno ci siano le istituzioni della città». Infine il grazie a Conte per aver stanziato i fondi con cui il Governo ha aiutato la città a ripartire: «Tramite la Protezione civile abbiamo di fatto rimesso in sesto la città. Un ringraziamento doveroso per una parola mantenuta. Sono contento che venga qua, non credo assolutamente a chi parla di passerelle».

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