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Brugnaro a testa bassa contro Baretta “mi candido, questi si rimangiano i soldi”

Fonte: La Nuova Venezia del 05-03-2020

Evita di nominarlo, ma per la prima volta, da quando è stata ufficializzata la sua candidatura, il sindaco va alla carica di Pier Paolo Baretta, il sottosegretario all’Economia con il quale dovrà vedersela alle elezioni comunali della prossima primavera. «Ho fatto il sindaco gratis per cinque anni – ha dichiarato ieri Brugnaro in un’intervista trasmessa in diretta su facebook al direttore dell’agenzia Dire, Nicola Perrone – ho trovato 800 milioni di debito e l’ho ridotto efficientando. Mi ricandido perché sennò questi si rimangiano di nuovo tutti i soldi».E questi, nel linguaggio di Brugnaro, sono naturalmente gli avversari del centrosinistra ai quali il sindaco contesta i debiti che si è trovato ad affrontare ma anche le scelte – o le mancate decisioni – su temi d’attualità. «C’è una questione culturale – ha proseguito il sindaco – c’è un partito del no per cui non puoi far niente: non puoi fare i termovalorizzatori, non puoi cambiare percorso alle navi, non puoi fare il Mose, perché c’è sempre paura per tutto». Nel mirino c’è l’attuale opposizione, ma soprattutto il Pd. E Brugnaro ribadisce che la città non deve essere riconsegnata «a una classe politica, espressione del Partito democratico, che ha distrutto Venezia, è un dato di fatto». 

Lo schema presentato dal sindaco è quello della scorsa campagna elettorale: l’imprenditore contro la partitocrazia, che porta a «dare sempre a chi ha la tessera giusta». «Voglio lasciare il Comune dentro un binario di pulizia e di capacità amministrativa e voglio lasciare spazio ai giovani che prendano in mano il Comune». All’interno dell’amministrazione, per Brugnaro, «ci sono tantissime persone umiliate perché non appartenevano alle conventicole giuste». In caso di rielezione, quindi, «noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto finora».A stretto giro di mail arriva la replica del Pd: «Il sindaco Brugnaro prova ancora una volta a coprire i fallimenti della propria amministrazione – scrive il segretario comunale Giorgio Dodi – attaccando il Partito Democratico, ma la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti». A fronte degli investimenti Il tanto sbandierato efficientamento non è altro che una riduzione dei servizi ai cittadini, dallo smantellamento di un sistema di welfare che era un modello a livello nazionale, ai tagli a scuole e asili nido, fino alla chiusura degli uffici periferici del Comune». E la sua amministrazione sarà ricordata, per Dodi, come la Giunta «del cemento e degli alberghi», della popolazione scesa sotto quota 260mila abitanti delle «attività commerciali che continuano a chiudere».  

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