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Brugnaro al governo: «Fa confusione» «Basta, apriamo tutto e usciamo fuori»

Fonte: La Nuova Venezia del 08-05-2020

Brugnaro all’attacco del governo. «I peggiori nel momento peggiore», sbotta, «hanno fatto una gran confusione. Dopo questa baraonda il Parlamento dovrà fare una commissione di inchiesta». Smessi i panni del «filogovernativo» come ripete da tempo, il sindaco indossa quelli del capopopolo. E di difensore delle categorie economiche che premono per la riapertura. «La pazienza è finita», sbotta, «prima sblocchiamo tutto meglio è». Due ore e mezza di «conferenza stampa» via web dalla Control room del Tronchetto, Accanto a lui gli assessori Venturini e Zuin, il presidente di Actv Giovanni Seno. Brugnaro è un fiume in piena. Parla senza interruzioni, fa il punto sulle attività del Comune e delle aziende. Annuncia un «Piano gigantesco per la ripartenza» che renderà noto nei prossimi giorni. «Eventi diffusi cultura, centralità di Venezia che farà da esempio», dice. E attacca frontalmente il governo Conte. Sulla politica del ministro della Giustizia Bonafede («Volevano scarcerare i mafiosi, mandar fuori 6 mila carcerati e poi vanno con i droni in spiaggia a multare i cittadini»). Poi sui permessi agli immigrati («Mandino a lavorare quelli che prendono il reddito di cittadinanza»). Infine sulle «mancate risposte» agli enti localineanche una telefonata««Nemmeno una telefonata», ripete, «neanche una risposta da Roma al nostro Rimbalza Italia, il dossier firmato dai sindaci e da 65 associazioni di categoria, di ogni colore che hanno firmato le proposte». Siamo stufi di aspettare».«Non ho fatto nemmeno una ordinanza in questi mesi, per non aumentare la confusione», continua, «ma di confusione ne hanno fatta tanta. Con 17 commissioni e duecento consulenti. Adesso servirà un Testo unico di tutte quelle ordinanze. Non facciamo neanche in tempo a leggerle».

Riaperture«Prima sblocchiamo tutto meglio è», dice Brugnaro. «Non c’è motivo di differenziare le riaperture. Se si rispettano le norme di sicurezza sanitaria possono riaprire tutti. A cominciare dai bar dalle spiagge. Ma mancano le linee guida. Non c’è una programmazione. Se vogliono riaprire il 18 maggio non possono dircelo il 17!»«Agli enti locali non è stato dato nulla», insiste Brugnaro, senza curarsi della lunga lista di cose annunciata dai parlamentari e dai sottosegretari veneziani del Pd, «sono passati due mesi e mezzo senza provvedimenti per noi. Ci hanno lasciati soli a combattere con l’elmo, anzi con scolapasta e mestolo»fare prestoBrugnaro chiede «modalità più snelle, come si fa in Francia, Germania e Spagna «Per creare un’impresa ci vogliono 40 anni, per distruggerla bastano pochi mesi. Qua stiamo remando in salita». I contagiAbbandona ogni indugio anche sul fronte dell’epidemia. «Rispettiamo le norme che ci sono, anche se non siamo d’accordo», attacca,. E cita i test fatti al Taliercio in questi giorni sul personale della Polizia locale e della Protezione civile. «1500 test sierologici su persone a rischio, solo 9 risultati in contatto col virus. E zero positivi al tampone. «Venì fora dae case fioi!». PlateaticiIl sindaco annuncia la sospensione del pagamento dei plateatici anche per maggio e giugno, dopo lo stop di marzo e aprile. «Il ministro Franceschini ha annunciato l’esenzione del pagamento dei plateatici. Ma sono soldi che mancheranno alle casse del Comune, come la Tari. Dunque se il governo ci rimborserà almeno due mesi potremo prorogare l’esenzione ancora». Dure critiche anche alla modalità di erogazione dei contributi. «I soldi li dovevano dare direttamente ai lavoratori, passando per l’Inps è andato tutto in tilt». Veritas e actvRingraziamenti ed elogi alle aziende del Coune. 

«Veritas ha minori introiti. Ma provvede alla pulizia della città anche se i rifiuti sono diminuiti, alla sanificazione. Actv fa il massimo possibile, i soldi non ci sono e vogliamo salvare le aziende, impedire licenziamenti». la fibraNei due mesi e mezzo di blocco per il virus sono aumentate in modo esponenziale le attività da remoto e lo smart working. Anche se lentamente è cominciata l’inversione di tendenza. «Merito anche della fibra, che abbiamo completato, prima città in Italia-E c’era qualcuno che protestava perché mettevamo i masegni fuori posto.moseSul fronte salvaguardia, Brugnaro smorza invece le polemiche. Non prende posizione nella polemica tra commissaria Spitz, provveditore e amministratori straordinari del Consorzio. Ma rivendica per il Comune un ruolo di primo piano. «Bisogna andare avanti con i lavori», dice, «Anche il Comune sta facendo la sua parte con i fondi della Legge Speciale e la manutenzione finalmente ripresa. Convocheremo a breve una riunione con il prefetto per fare il punto».

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