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Brugnaro contro Baretta e l’incognita delle civiche

Fonte: La Nuova Venezia del 05-06-2020

Le piazze deserte. Le elezioni rinviate a settembre. La battaglia sospesa. Una campagna elettorale come non si era mai vista. Polemiche che esplodono ogni tanto sui social. Ma la politica è ancora ferma. Bisogna riprendere un filo interrotto a fine febbraio. Quando lo scenario sembrava chiaro.Luigi Brugnaro, sindaco uscente, contro Pierpaolo Baretta. Il sottosegretario del Pd al governo dal 2012. E l’incognita delle civiche. Appelli all’unità che non trovano risposta. La situazione è ferma. Unica eccezione, Andrea Martini, presidente di Municipalità ex Pd, che nel frattempo ha presentato lista e programmi. Gli altri ancora non hanno deciso. Strategìa che le opposizioni dovranno trovare al più presto se vorranno combattere ad armi pari con il sindaco uscente, ancora favorito.Il centrosinistra è ai blocchi di partenza. Il candidato sindaco, scelto dopo le bocciature del rettore di Ca’ Foscari Michele Bugliesi e dell’imprenditrice Maria Gabriella Chiellino, è un «usato sicuro». Buon senso e carattere tranquillo. Mani in pasta nell’economia, benvisto nel partito veneziano. Ex sindacalista della Cisl che adesso cerca il consenso «più largo possibile». Apertura alle civiche, mano tesa anche ai gruppuscoli. La sua polemica quotidiana con Brugnaro e il centrodestra è sul ruolo svolto dal governo Conte in questa fase del dopo virus. Aiuti e finanziamenti che potrebbero pesare. A sostenere Baretta il Pd, il Psi, i Verdi e la Sinistra, la lista di Ugo Bergamo (Venezia Tua), Più Europa. Le liste civiche sono in movimento. 

Marco Gasparinetti (Gruppo25 Aprile) annuncia la lista «Marangona» per luglio. Un’Altra Città Possibile è divisa. Una parte vorrebbe confluire sul candidato Baretta, un’altra unirsi con altri movimenti e un candidato sindaco autonomo. Ci sono gli autonomisti (Giorgio Supiej e Gianangelo Bellati), Venezia Cambia di Pizzo e Zanetti. A Mestre la lista di Michele Boato, a Venezia quella dell’ex pd Maurizio Baratello. Una costellazione che difficilmente separata potrà sperare nel quorum.Calcoli e percentuali che si fanno da una parte e dall’altra. Il sindaco uscente Luigi Brugnaro nel 2015 ha portato in Consiglio comunale la sua lista fucsia, la più votata. Seguita dalla civica di Felice Casson. Adesso accanto al suo movimento ci sono i partiti di centrodestra: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. Anche qui una civica guidata da Roberto Panciera (ex Udc) e Paolino D’Anna. La scommessa è ovviamente quella di arrivare primo, per avere più margini di manovra.Baretta-Brugnaro. Una sfida che potrebbe non chiudersi al primo turno. Scatteranno allora le alleanze al ballottaggio. Che portarono nel 2015 a vincere Brugnaro, anche se al primo turno era staccato da Felice Casson, largamente in testa.Un secondo turno che però adesso potrebbe essere più arduo per Brugnaro, vista la scarsità di liste d’appoggio nell’ambito di centrodestra. Stefano Zecchi filosofo ed ex consigliere di Forza Italia, si è candidato da solo, ma ormai sembra uscito dall’ambito della destra. Ecco perché le alleanze al primo turno, stavolta, acquistano una maggiore importanza

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