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Brugnaro: «Massimo Cacciari ha ragione: un tavolo con tutti per salvare la città»

Fonte: La Nuova Venezia del 30-04-2020

«Raccolgo volentieri la propsta di Massimo Cacciari. Lui è una persona che stimo. Per uscire da questa situazione dobbiamo lavorare tutti insieme. Ci divideremo alle elezioni, su altre cose. Ma per ripartire e portare soldi a Venezia dobbiamo stare insieme». Ci ha pensato qualche ora. Poi ha deciso di accogliere l’invito lanciatogli dal filosofo e suo predecessore per «aprire un tavolo» di proposte per Venezia che vada al di là dell’appartenenza politica e degli schieramenti.Il sindaco Luigi Brugnaro ha appena finito una riunione in collegamento con la Prefettura. Per mettere a punto i primi passi della riapertura della città. Via (quasi ) libera alle barche, ai negozi, ai bar, alle attività artigianali. Un appello e un dossier di 29 pagine firmato da 65 associazioni di categoria inviato al governo. Incontri riservati con personaggi della cultura e della politica veneziana. Per preparare il «dopo».

Sindaco, il ministro Gualtieri le ha risposto?

«Ancora no. Ma ci devono dare un segnale. Altrimenti questa città che vive di turismo non ce la fa».

Allora accoglie la proposta Cacciari

«Ma certo. e sto già lavorando in silenzio per quello. Non gli faccio troppi complimenti perché se no gli faccio male…. Ma è una persona competente, intelligente. Ho apprezzato anche che non mi abbia attaccato “a prescindere” in questi cinque anni».

Resta un esponente di un’altra parte politica…

«Ma no… Io sono civico. Avrò bisogno di persone così, generose, che danno consigli per la loro città».

Un tavolo anche con l’opposizione, dice Cacciari. per parlare con Roma una voce sola.

«Certo. È l’unica strada. Ci proviamo. A Roma al Comitatone ho chiesto i danni per l’acqua alta. E adesso sono arrivati 47 milioni , cominceremo a distribuirli. Poi ho chiesto 150 milioni l’anno per la manutenzione della città. Questo prima del virus. Adesso abbiamo il Comune sotto di 115 milioni, quest’anno ci salveremo per i risparmi fatti. Actv sotto di 80».

Sono arrivati?

«Ancora no. Ma se i politici capiscono che è importante fare quadrato per aiutare la nostra città abbiamo una possibilità in più. Se invece presentiamo ognuno la sua bella proposta di nuova Legge Speciale non andiamo da nessuna parte. Gli altri ne presentano una diversa e restiamo fermi. Adesso bisogna farse dar i schei». Situazione difficile, perché Il debito che faremo lo pagheranno le prossime due-tre generazioni»

Per avere l’appoggio ci vuole un piano. Lei ce l’ha?

«Direi di sì. Proposte concrete. Per esempio sulla residenza. Ne abbiamo parlato con il rettore Iuav. Bisogna dare agli studenti le case liberate dai turisti. E bisogna far tornare a Venezia il ceto medio».

Se ne parla da trent’anni.

«Sì, con trent’anni di baruffe. Invece qui dobbiamo fare un progetto pilota. Un’area piccola, centrale, delimitata. A Rialto e San Marco case in affitto a prezzi di mercato. Sette-ottocento euro al mese. Anche i proprietari avranno interesse ad avere un inquilino stabile, un residente invece di affittare ai turisti a settimana, Naturalmente se non pagano se ne vanno. Dobbiamo anche tutelare la proprietà privata».

Poi?

«Sempre per favorire la residenza, permettere di fare ascensori, modifiche urbanistiche. L’ho detto e mi sono saltati addosso. Mica intendo all’esterno. Ma nei cavedii, nelle corti sconte perché non posso permettere un ascensore? Così anche i piani lati diventano più raggiungibili. Oppure lasciate aprire una porta interna fra un appartamento e l’altro. Così le famiglie hanno più spazio».

Non diventerà un favore al turismo del futuro?

«Ma no. I turisti a quel punto li mandiamo in albergo. Le case le recuperiamo ai residenti. Invece delle battaglie ideologiche partiamo da questo. Abbiamo un’occasione straordinaria. Ma dobbiamo davvero farle insieme queste cose. Ci divideremo su altro, non è campagna elettorale. Ho detto ai sindacati: riduciamo i servizi per salvare l’azienda. Mi hanno quasi preso in giro…».

Secondo lei questa unità «veneziana» si potrà fare?

«Io credo che si dovrà fare. Ne sto parlando in questi giorni con esponenti anche di altri schieramenti».Qualche nome.«No, no. Non vorrei rovinarli. Sono persone che hanno a cuore la nostra città».

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