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Brugnaro: «Sbagliato scaricare l’emergenza su tutti i sindaci»

Fonte: La Nuova Venezia del 05-05-2020

«Il governo non può scaricare sui sindaci le difficoltà dell’emergenza. Perché è a noi sindaci che portano le chiavi dei loro negozi. Oggi manifestano pacificamente, e domani?» Non è sceso in piazza con loro, come hanno fatto altri esponenti politici del centrodestra. Ma il sindaco Luigi Brugnaro si dice «solidale» con gli operatori economici veneziani che chiedono di tornare a lavorare e ieri hanno manifestato su ponte di Rialto. Precauzioni e gradualità.«Ma adesso bisogna ripartire», ripete da giorni. In questo è in buona compagnia bypartisan. Anche l’ex sindaco Massimo Cacciari gli ha dato ragione quando la settimana scorsa è sbottato contro il governo per l’eccessiva burocrazia.«Tanti annunci, ma il decreto di aprile ancora non è efficace», dice Brugnaro, «i 600 euro, gli affitti da ridurre per i negozianti. Troppa burocrazia, le banche che chiedono documenti. Ma questa gente deve riprendere a lavorare». Da una parte l’emergenza sanitaria, migliorata ma per nulla sparita. E la necessità di mantenere distanze, mascherine, precauzioni. Dall’altra una comunità di partite Iva, artigiani, negozianti, lavoratori a termine, stagionali e piccoli imprenditori che ha sospeso ogni attività. In casa non entra più un euro. Il disastro riguarda tutti o quasi quelli che lavoravano con l turismo

Compresi i motoscafisti – esclusi dalla Cassa integrazione Inps – i gondolieri, gli ambulanti e i titolari di Pubblici esercizi. Ieri hanno manifestato rumorosamente sul ponte di Rialto, c’era anche una gondola con la bandiera di San Marco. Chiedono di riaprire i battenti. E gradualmente lo stanno facendo. «Siamo preoccupati per il futuro prossimo, l’economia è ferma», dice Brugnaro. Spiega che la strada giusta è quella di «ascoltare i sindaci», che sono sul territorio. Ha accolto subito la proposta avanzata da Cacciari di aprire un tavolo con tutte le forze politiche per avere maggiore presa sul governo. Con le categorie Brugnaro lo ha fatto la settimana scorsa. Inviando a Roma un pacchetto di proposte approvato da 65 enti e rappresentanti di categorie economiche. Poi il documento dei sindaci dei capoluoghi veneti, i 44 primi cittadini della Città Metropolitana. Ma ai piccoli imprenditori questo ancora non basta. Premono sui sindaci, Anche se il loro vero interlocutore, dicono a Ca’ Farsetti, dovrebbe essere i prefetto, il rappresentante del governo

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