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Brugnaro scommette sul fucsia, due civiche e tre partiti con lui:

Fonte: La Nuova Venezia del 28-02-2020

La sfida di maggio non sarà solo fra due schieramenti. Ma tra due personaggi della politica veneziana . Il primo, ex sindacalista, da sei anni sottosegretario all’Economia per il Pd. Il secondo imprenditore prestato alla politica, sindaco uscente che adesso punta al bis. Come si porranno stavolta gli schieramenti? A differenza di cinque anni fa, Brugnaro può contare oggi sull’alleanza organica al primo turno con gli altri partiti del centrodestra. La Lega e Fratelli d’Italia, oltre a Forza Italia. Candidato del centrodestra? Brugnaro ci tiene a ripetere che lui rimane un «candidato civico». Il risultato a cui punta è la vittoria al primo turno. E soprattutto l’affermazione della sua lista fucsia. Nel 2015 la lista Brugnaro ottenne un successo clamoroso. 20,85 per cento dei voti. Un veneziano-mestrino su 5 aveva scelto la nuova lista, lasciando i partiti tradizionali. Anche lo sfidante Felice Casson aveva ottenuto un ottimo risultato per la sua civica, al 17,10 per cento. Un punto in più del Pd. Ma da allora è passato un secolo. Gli equilibri anche nazionali si sono modificati. I Cinquestelle ridotti, la Lega quasi triplicata, pur se oggi nuovamente in calo.Come sarà il panorama elettorale del centrodestra? A sostenere la ricandidatura di Brugnaro ci sarà in primo luogo la sua civica. I fedelissimi del patron della Reyer e di Umana scommettono sul fatto che anche stavolta la lista civica correrà per il primato. Chiaro che dai rapporti di forza con i partiti potranno scaturire scenari anche molto diversi da quelli attuali. Fucsia, dunque. 

E una seconda lista civica che guarda al centro. Si chiama «Le città», fondata dall’ex assessore al Turismo dell’Udc Roberto Panciera, dopo la rottura con il suo ex capo di partito Ugo Bergamo. Con lui anche l’ex amministratore delegato di Thetis – assessore della giunta Orsoni – Antonio Paruzzolo. Accanto alle civiche i tre partiti di centrodestra. La Lega, prima di tutto. Nel 2015, con le civiche e gli autonomistidi Bellati il partito di Salvini si era fermato al 9,20 per cento. Stavolta punta almeno al doppio. Sarà un test importante per vedere la tenuta del partito di Salvini e del governatore Zaia. Ci sarà anche Fratelli d’Italia, di Raffaele Speranzon e Francesca Zaccariotto. E poi Forza Italia. Importante dal punto di vista politico anche se ridimensionata di un bel po’ negli ultimi anni rispetto al periodo d’oro berlusconiano. Nel 2015 il partito di Michele Zuin – attuale assessor e al Bilancio di Brugnaro – si era fermato al 3,76 per cento.Ma più che sulla somma delle percentuali dei partiti, Brugnaro scommette sullo slancio del suo movimento. Sui cinque anni di governo appena conclusi. Con realizzazioni e progetti, problemi ancora aperti. Fondi arrivati da Roma, grazie al governo del suo avversario Baretta . La campagna elettorale promette scintille.  

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