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Brugnaro, un patto con la Biennale ” Il rilancio nei 1600 anni di Venezia”

Fonte: Il Gazzettino del 03-06-2020

L’orizzonte di un Venezia che reinnesta le sue marce è definito: 25 marzo 2021. Ogni progetto, è teso a quella data, giorno in cui la Serenissima compierà 1600 anni e giorno scelto per mostrarsi nuova al mondo, dopo aver attraversato a stretto giro di calendario, la seconda acqua alta di sempre e il coronavirus. E se dubbi ci potessero essere sulla benzina della ripartenza, li ha sciolti martedì sera il sindaco Luigi Brugnaro. In quattro minuti di intervento a Tg2 Post, Brugnaro ha battezzato cultura e turismo come pietre angolari su cui poggiare la rinascita della città. 

ASSIEME ALLA BIENNALE

«C’è bisogno di un piano di rilancio – ha esordito Brugnaro – A marzo del prossimi anno abbiamo la ricorrenza dei 1600 anni di Venezia. Partiremo a settembre con la Biennale Cinema e apriremo i giardini della Biennale Architettura». Il via libera alla riapertura dei Giardini, nonostante il rinvio della Biennale Architettura, è stato concesso «per tutto l’anno fino a fine anno, a partire da agosto». L’idea di Brugnaro è di coinvolgere la Biennale per «una Venezia da vedere. Metteremo un ponte votivo che va dalle Fondamente Nove all’isola di San Michele, dove c’è il cimitero monumentale di Venezia (come a novembre 2019, ndr) e lo apriremo qualche mese prima della data dei defunti – ha continuato il sindaco in tv – Vorremmo che la città venisse vista da un’altra angolazione perché vorremmo sfruttare l’occasione per raccontare una città diversa».

DIFENDERE IL TURISMO

Cultura e turismo sono i binari paralleli su cui far viaggiare il treno della ripartenza di Venezia. «La stiamo pulendo, la stiamo rimettendo in sesto – ha annunciato Brugnaro – Ho fatto di tutto perché il Governo capisca questo e continuerò a battermi perché si capisca l’importanza di difendere la filiera turistica, però dobbiamo dare al mondo un’impressione di rilancio, dobbiamo far tornare il turismo internazionale. Serve mostrare – ha concluso – che Venezia ce la farà anche questa volta». La strada è tutta in salita e il sindaco lo sa: «Ci sono persone, tra cui le guide turistiche, che per colpa di questo virus sono rimaste senza lavoro. Io dico a tutti, venite a Venezia ma sappiate che Venezia è un baluardo di difesa dell’economia e punto di rilancio per la cultura del paese».

IL MONDO DELLA CULTURA

Intanto la cultura a Venezia è in procinto di muoversi. Il grande appuntamento in cartella è la Mostra del Cinema, in programma dal 2 al 12 settembre e finora ancora salda al suo posto. Tra i musei, uniche ad aver riaperto le Gallerie dell’Accademia e – da ieri – la collezione Peggy Guggenheim mentre è fissato al 13 giugno il primo ingresso post-Covid per Palazzo Ducale, Museo del vetro e Museo del Merletto, ma solo sabato e domenica. Dal 22 saranno accessibili solo con tour guidati anche Ca’ Rezzonico, Casa Goldoni, Palazzo Mocenigo e Museo di Storia Naturale. Ripartite ieri le visite alla Fenice, su prenotazione e già tutte esaurite: «Siamo molto felici di questa riapertura per la Fenice e per Venezia», ha dichiarato il Sovrintendente Fortunato Ortombina.

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