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Brugnaro zittisce le proteste: «Immorale sparare sulla città»

Fonte: Il Gazzettino del 30-06-2020

Punta il dito contro il sindacato che ha denunciato il Comune per il taglio dei buoni pasto ai lavoratori in smart working. «Una mossa strumentale, una battaglia di retroguardia» accusa Luigi Brugnaro, che se la prende anche contro chi organizza flash mob sul trasporto pubblico: «Vogliono dimostrare che le cose non funzionano. Ma sparare così sulla propria città è immorale!». Un sindaco all’attacco, quello che ieri ha presentato la manovra di assestamento del bilancio, a fianco dell’assessore Michele Zuin. Il clima, si sa, è già da campagna elettorale aperta. Lo dice lo stesso sindaco, per attaccare i suoi critici. Ma anche i suoi toni, alla fine, sono quelli.

RENDITE DI POSIZIONE

Punto di partenza, dunque, la manovra di assestamento che, nella difficoltà attuale, può almeno contare sui 62 milioni di avanzo. «Il risultato dei cinque anni di nostra amministrazione, che hanno ridotto gli sprechi ed efficientato la macchia» rivendica Brugnaro. Il sindaco se la prende con chi parla a sproposito di bilancio, «alla meglio perché sono persone inadeguate e inesperte, alla peggio perché sono in malafede». Così c’è chi fa confusione tra spesa corrente e per investimento. «Abbiamo avuto i 100 milioni del Patto per Venezia dal Governo Renzi, ma quelli erano per gli investimenti. Altra cosa le spese correnti». É su questo fronte che Brugnaro difende la sua azione amministrativa: «C’è ancora molta strada da fare verso la meritocrazia». Ed ecco l’affondo contro il sindacato per la battaglia sui buoni pasto tagliati. «Vorrei ricordare che io faccio il sindaco gratis. Non ho tessere, non le avrò. Queste reazioni sono dettata dal rancore di chi viveva di quelle rendite di posizione di cui si godeva in questa città. Ma a questa gente noi rispondiamo con il sorriso della verità».

GOVERNO ASSENTE

Il sindaco ne ha, naturalmente, anche per il Governo: «Il Comune di Venezia ha circa 120 milioni in meno di entrate, finora il Governo di ha dato 10 milioni! E poi ci vengono a dare lezioni. Con un bilancio negativo, ma anche in pareggio, ora saremmo al disastro. Lo stesso vale per il trasporto pubblico locale: con 81 milioni di incassi in meno, il Governo ce ne ha dati 16! Hanno scaricato sui sindaci tutto il peso». Brugnaro torna a difendere quanto fatto da Actv sul fronte dei trasporti. «Solo qualche tardone insiste per ripristinare i servizi come se non fosse successo nulla. Ragionando così avremmo distrutto la società, ora dovremmo portare i libri in tribunale. Invece abbiamo retto». Ed ecco anche le accuse ai comitati per i flash mob. «Sono in campagna elettorale. Ma non si boicotta così la città. Decideranno gli elettori».

GLI INTERVENTI

Sulla manovra Brugnaro sottolinea alcuni passaggi, come l’aiuto alle scuole paritarie. «Hanno gli stessi diritti delle altre, ma sono quelle che hanno sofferto di più». Ci tiene al contributo a favore dei motori ibridi elettrici. «Con il salone nautico immaginavamo un futuro produttivo per Venezia. Il salone è slittato, ma non ci rinunciamo, è finanziato per tre anni. E un intervento come questo è un aiuto per questo settore. Queste sono le cose concrete per l’ecologia. Come lo sono gli autobus elettrici al Lido, ma poi c’è chi protesta per la cabina elettrica! Per la stessa ragione ora sto pressando per avere il nuovo protocollo fanghi. Questa è la vera ecologia». Il sindaco vuole lasciare un messaggio positivo, per cui sfodera ottimismo. «Dallo scorso novembre, prima con l’acqua alta eccezionale che ha messo in ginocchio la città, poi con l’emergenza Covid-19, la città non ha mai smesso di lottare. Il periodo è ancora difficile, ma questa vuole essere una manovra in controtendenza, di speranza che aiuti a rilanciare la città».

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