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Ca’ Foscari, corso di laurea al Lido

Fonte: Il Gazzettino del 02-07-2020

Un nuovo corso di laurea in Ospitalità per Ca’ Foscari. Un percorso professionalizzante per manager destinati a lavorare in questo settore del turismo, da attivare per il prossimo anno accademico (2021-2022) nel nuovo complesso che sorgerà all’ex ospedale al Mare. Dovrebbe essere questo il cuore dell’accordo quadro siglato a maggio tra Ca’ Foscari, Cassa depositi e prestiti e TH Resort per la creazione della Scuola italiana dell’ospitalità. Una realtà che si collocherebbe all’interno del futuro complesso turistico, con un’offerta formativa di qualità. Fiore all’occhiello proprio questo corso di laurea professionalizzate (novità introdotta da poco), con un taglio internazionale (quindi in inglese) e a numero chiuso (50 posti). L’accordo quadro di maggio prevedeva che entro il 30 giugno le parti avrebbero dovuto siglare gli accordi esecutivi. Ma il percorso all’interno dell’ateneo si è rivelato accidentato. In particolare la proposta di creare un altro corso di laurea, con partner esterni, ha sollevato perplessità tra alcuni docenti coinvolti. E così il Senato accademico convocato ieri ha preso tempo, votando il rinvio al 31 luglio della scadenza per la firma degli accordi esecutivi.

PERCORSO A OSTACOLI

Già ad aprile, quando l’accordo quadro era approdato per la prima volta in Senato, il voto era stato sì favorevole, ma con parecchie astensioni. Il caso però è scoppiato negli ultimi giorni all’interno del dipartimento di Management che formalmente dovrebbe proporre l’istituzione del nuovo corso. A differenza di un master, una laurea è ben più impegnativa come impiego di risorse e tempi. E vari professori hanno chiesto approfondimenti, tanto da spingere il rettore Michele Bugliesi, grande sostenitore della proposta, a convocare in gran fretta una riunione dal sabato al lunedì. Ma con così poco preavviso, molti non sono riusciti a partecipare. Ora il Consiglio di dipartimento si è riconvocato per mettere ai voti la proposta il 7 luglio. Intanto i docenti che erano stati individuati per preparare il nuovo corso hanno ritirato la disponibilità, in attesa del pronunciamento del dipartimento.

Sul fronte dei critici, anche il decano, il professor Marco Li Calzi. «Le mie perplessità riguardano la sostenibilità didattica dell’iniziativa – spiega – Economia e Management offrono quattro lauree triennali. Una quinta renderebbe necessaria una contrazione dei posti disponibili su altre lauree. Lo dicono i numeri: i docenti di Economia e Management sono 165 e presiedono a 36 programmi di studio (lauree, master, dottorati), con un rapporto medio inferiore a 5 docenti per programma. Una media che rende molto arduo garantire la qualità che gli studenti si attendono da Ca’ Foscari». Tra i docenti coinvolti nella costruzione dell’offerta formativa della nuova Scuola italiana dell’ospitalità, anche il professor Stefano Micelli, direttore della Challenge School. «Un settore come il turismo ha certamente bisogno di più competenze e credo fortemente nell’investimento sul capitale umano, senza il quale il turismo resta di bassa qualità – premette -. Giusto quindi puntare su corsi che accompagnino i neolaureati e chi è già nel mondo del lavoro. E siamo felici di avere un alleato come Cdp. Il tema è se serve anche una laurea professionalizzante, dal carattere ancora sperimentale, di cui non abbiamo esperienza. Va approfondito». L’appuntamento è tra una settimana.

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