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Ca’ Foscari, lo studio dell’acqua per migliorare la qualità del vino

Fonte: La Nuova Venezia del 18-03-2020

Che acqua “beve” la vite? L’uso efficiente della risorsa idrica è alla base della produzione vitivinicola di qualità. Un team di ricercatori ed esperti italiani e sloveni studierà lo stato e le possibili strategie di miglioramento dell’irrigazione dei vigneti a partire da tre aree vocate alla produzione vinicola ma con contesti geomorfologici e climatici diversi: il Carso, l’area isontina del Collio e la Valle del Vipacco in Slovenia. Le attività del progetto Acquavitisi sono partite proprio dal versante sloveno, con l’installazione di pluviometri tra i filari per raccogliere i campioni di precipitazioni da studiare. I risultati preliminari dello studio sono attesi tra circa un anno . «Uno degli obiettivi della ricerca» spiega Barbara Stenni, professoressa di Geochimica e coordinatrice del team dell’Università Ca’ Foscari Venezia: «è la valutazione dello stato idrico dei vigneti e la stima della quantità d’acqua accessibile alle viti». Nei sei vigneti sperimentali coinvolti dal progetto, gli scienziati raccoglieranno l’acqua da diverse sorgenti da cui attingono le viti, come le precipitazioni meteoriche, acqua superficiale, acqua nel suolo a diverse profondità, acqua di infiltrazione in regioni carsiche e acqua d’irrigazione. Analizzeranno la composizione isotopica di questi campioni nei laboratori del Campus Scientifico di Ca’ Foscari, per poi confrontarla con quella misurata nella linfa estratta da foglie e fusti dalle viti.I risultati permetteranno di risalire alla profondità delle radici e alle fonti d’acqua a cui le viti attingono.

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