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Campalto, dopo 4 anni bypass aperto E già si pensa alla variante per Tessera

Fonte: La Nuova Venezia del 17-07-2020

Dopo quasi 4 anni è stato inaugurato ieri il bypass di Campalto, 2 km di strada che si innestano con due rotatorie sulla statale 14 (via Orlanda) a valle e a monte del paese, aggirando il centro abitato.L’opera, realizzata da Anas, ha l’obiettivo di sgravare la Ss14 (Triestina) dal continuo traffico di attraversamento, composto in gran parte da veicoli in transito da e per l’aeroporto di Tessera. Un viavai che ha tragicamente mietuto molte vittime – da ultimo Luciano Trevisan nel 2019 e prima di lui la giovanissima Giulia Abbadir nel 2007 – con oltre 100 morti in 75 anni. Proprio a quelle croci è andato il primo pensiero del sindaco Luigi Brugnaro durante l’inaugurazione: «Giusto ricordare i tanti innocenti che hanno perso la vita in incidenti stradali assurdi», ha detto. Poi ha fatto la ricognizione dell’opera compiuta – «Frutto della volontà di separare il flusso del traffico veloce da quello della vita di tutti i giorni» – e di quelle da compiere. «Anas ha promesso di finire le piste ciclabili nel centro di Campalto (parte delle opere complementari, ndr) e c’è l’ipotesi di un altro bypass che eviti il centro di Tessera. Inoltre abbiamo presentato a FS un elenco di proposte migliorative della bretella ferroviaria per l’aeroporto. 

Bisogna lavorare per il bene della gente, essere rapidi e reattivi, la burocrazia è il vero tarlo del Paese». Non solo la burocrazia, però, ha ostacolato la costruzione della nuova strada, i cui 10,5 metri di larghezza declinano e poi risalgono verso metà del tracciato: è il sottopasso di via Gobbi, alto 10,25 metri e lungo 75 (640 comprese le rampe). Proprio la neointitolata galleria San Martino, pezzo forte del cantiere, «ha rappresentato il momento più impegnativo e delicato dell’intera opera», spiega Anas. Tra i ritrovamenti archeologici del 2018 e complessità di ordine strutturale, i disagi non sono mancati: «La galleria è breve ma ha presentato difficoltà tecniche notevoli», ha spiegato Mario Liberatore, responsabile della struttura territoriale Anas, «a causa della scarsa profondità (4 metri sotto il livello del suolo, ndr)».La circostanza ha costretto Intercantieri Vittadello, la ditta appaltatrice, ad avviare due scavi distinti alle estremità del futuro tunnel, congiungendo poi i “pozzi” con perforazioni da ambo i lati. Nel processo si sono prodotti danni alla sovrastante via Gobbi, qualche crepa nelle abitazioni circostanti e un paio di incidenti sul lavoro. «Un intervento sofferto», come lo ha definito ieri l’assessore regionale Elisa De Berti, ma finalmente completato «senza mai interrompere il traffico su via Gobbi», ha ricordato Liberatore. «Ora si può liberare Campalto dal traffico che l’ha assediata per molti anni», ha aggiunto, «Poi si continuerà con le opere accessorie. 

Oggi Anas ha un ruolo determinante per il rilancio del Paese: solo in Veneto gestisce 30mila km di strade e sta investendo 340 milioni in nuove opere e oltre 1 miliardo in manutenzioni programmate». Manutenzioni che dovranno riguardare necessariamente anche le strade urbane toccate, direttamente o meno, da 4 anni di lavori: in primis la stessa via Gobbi, ma anche via Casilina e via Carlo Martello, molto battute dai mezzi impegnati nel cantiere. Se lo auspicano i campaltini e il parroco Massimo Cadamuro, che ieri ha chiuso la cerimonia benedicendo il nuovo tracciato. Si faranno, assicura l’assessore comunale ai Trasporti Renato Boraso, spesosi in prima persona per il bypass e anche lui all’inaugurazione. Le cifre: «500mila euro per la pista ciclabile dalla chiesa di S. Martino alla rotonda delle caserme, 400mila per sistemare le vie Gobbi e Casilina e 200mila per via Carlo Martello. Inoltre in settimana la giunta ha approvato la messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale di via Orlanda, di fronte alla chiesa vecchia, con isola salvagente e semaforo a chiamata». Per quanto riguarda invece le spese per il bypass i numeri li dà Anas, con una piacevole sorpresa: dopo le polemiche sui presunti costi lievitati, l’importo complessivo ammonta a “solo” 46,5 mln. 

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