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Caos Porto, il ministro dà l’ok al bilancio Musolino resterà in sella in ogni caso

Fonte: La Nuova Venezia del 25-07-2020

Nella battaglia con Città metropolitana e Regione per il controllo del Porto di Venezia, il ministero delle Infrastrutture dà ragione al presidente dell’Autorità portuale, Pino Musolino. Attestando la correttezza del bilancio consuntivo 2019 bocciato dai rappresentanti di Luigi Brugnaro e Luca Zaia e la legittimità degli atti da lui compiuti. E invitandolo a convocare nuovamente il Comitato per l’approvazione del bilancio. A questo punto se Maria Rosaria Campitelli per la Regione e Fabrizio Giri per la Città metropolitana – che hanno appena presentato un esposto per danno erariale alla Corte dei Conti contro Musolino – votassero nuovamente no, in aperto contrasto con il Ministero, si aprirebbe sì la strada per il commissariamento del Porto. Ma il commissario nominato dal ministro potrebbe allora essere, in coerenza con la riconosciuta correttezza del suo operato, lo stesso Musolino, con poteri anche maggiori di quelli attuali per i suoi ultimi otto mesi di mandato. In ogni caso, l’ “agguato” a Musolino sembra ormai fallito.

 L’Autorità portuale annuncia entro pochi giorni la riconvocazione del il Comitato di gestione per approvare il consuntivo 2019, sulla base delle indicazioni ricevute dal capo di Gabinetto del ministero delle Infrastrutture che, in una nota formale inviata all’Ente, riconosce la regolarità del bilancio consuntivo già presentato per l’approvazione nella seduta del 18 giugno scorso del Comitato di gestione, a conclusione della ispezione tecnico-amministrativa eseguita dalla direzione generale “Vigilanza sulle Autorità portuali” del Ministero. Nella valutazione, spiega una nota del Porto, il direttore generale ha riconosciuto che la norma di legge, che prevede il commissariamento dell’ente in caso di mancata approvazione dei bilanci entro i termini previsti, va letta alla luce della correttezza del documento contabile.

La Direzione generale ha riconosciuto che il bilancio consuntivo dell’Autorità portuale non presenta alcuna criticità ed è assolutamente regolare sotto il profilo economico, finanziario e amministrativo. Inoltre il direttore generale ha rilevato come le dichiarazioni di voto contrario espresse dai rappresentanti della Regione Veneto e della Città metropolitana di Venezia facessero riferimento a somme appostate in bilancio nel 2018, ormai consolidato a seguito dell’approvazione del rendiconto contabile da parte del Comitato di gestione del 29 aprile 2019, approvato poi dal ministero delle Infrastrutture e anche dal ministero dell’Economia, e non ancora utilizzate dall’ente divenendo, perciò, residuo passivo vincolato alla revisione del Piano economico finanziario (Pef) tra Porto e Venice Ro.Port.Mos spa. La cancellazione di tali poste, come richiesto dai rappresentanti di Città metropolitana e Regione, avrebbe prodotto l’immediato formarsi di un “debito fuori bilancio” per l’ente e quindi l’avverarsi di un illecito amministrativo e contabile estremamente grave. Sul Pef di Fusina, la Direzione generale ricorda poi i pareri favorevoli raccolti dall’Ente ed espressi dal Dipe (ufficio alle dirette dipendenze della presidenza del Consiglio), Avvocatura distrettuale dello Stato e professionisti sulla necessità di agire esattamente come operato dall’Autorità di sistema portuale, per «scongiurare un maggiore danno economico che nasceva, in termini di gestione del rischio, presente nell’atto sottoscritto nel 2010 dall’allora Presidente in favore del concessionario e a discapito dell’Ente portuale». Vengono pertanto a cadere – secondo il Porto – tutte le contrarietà sollevate dai due componenti di Città metropolitana e Regione, del comitato di gestione. Vedremo se sarà così. 
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