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Centri estivi comunali, tariffe invariate Ma rischio stangata per quelli privati

Fonte: Il Gazzettino del 04-06-2020

Dopo che sono uscite le linee guida regionali, il dato certo è che i Centri estivi si faranno. L’interrogativo più grande, però, è quanti bambini e ragazzini alla fine vi parteciperanno. Nelle famiglie, infatti, a pesare non è solo la paura di un eventuale contagio, ma anche quali saranno le tariffe da pagare, visto che con le numerose misure di sicurezza da rispettare i costi inevitabilmente lieviteranno. Il Comune annuncia che per i suoi 15 Centri estivi le tariffe resteranno invariate, dice l’assessore alle Politiche educative Paolo Romor. Nelle scuole materne paritarie della Fism «la retta mensile spiega il presidente Stefano Cecchin crescerà dai 360 euro dello scorso anno a 500, anche 700 euro. Però i genitori potranno ricorrere ai 1.200 euro del bonus statale baby sitter». Più complicata è la situazione dei Grest parrocchiali, di fatto la proposta estiva che per tradizione coinvolgeva il maggior numero di partecipanti, ma che essendo tutta fondata sul volontariato fatica a reggere i conti tanto che non poche realtà si starebbero orientando a rinunciare. 

Ci sono, poi, le altre proposte private, tipo campus sportivi o piscine, dove comunque le tariffe saranno più alte degli scorsi anni, anche sopra i 100 euro, diversificate in base all’età e ai turni che si frequenteranno. «Già ad aprile noi avevamo deciso che le tariffe a carico delle famiglie sarebbero rimaste le stesse» conferma Romor. Si parla di 60 euro a settimana e 110 per due settimane, cui vanno aggiunti i pasti secondo le tariffe in uso già durante l’anno scolastico. «Aspettiamo il finanziamento del governo riprende l’assessore C’è un fondo da 130 milioni, ma manca il decreto attuativo. Vedremo quale sarà il criterio di ripartizione e cosa ci arriverà. In ogni caso sarà il Comune a intervenire per supportare le associazioni e le cooperative assegnatarie che dovranno far fronte all’incremento dei costi», dovuto all’impiego di maggior personale e a tutta la partita, anche in termini di forniture, che ruota attorno alle sanificazioni degli ambienti. Dalla disponibilità e dall’organizzazione dei gestori dipende l’inizio e la durata dei Centri estivi: c’è chi parte a metà giugno (il 15 il Centro Morosini al Lido, per esempio), chi a fine mese o ai primi di luglio. Diversa la situazione per le materne paritarie della Fism, che ogni estate attivavano una trentina di Centri estivi.

COSTI LIEVITATI

«Di solito s’iniziava a luglio, vediamo se si riesce ad anticipare fa sapere Cecchin Quest’anno le tariffe sono un bel problema, rischiano addirittura di raddoppiare. D’altronde se si fanno gruppetti da 5 bambini, servono più educatori. Ai genitori, però, ricordiamo che possono usare il bonus baby sitter, 1.200 euro che non è poco. Faremo dei sondaggi per capire quali sono gli orientamenti». Tra le rinunce già ufficiali c’è quella dell’istituto Berna, dei padri Orioniti, il cui Centro estivo ogni anno era molto frequentato. Più difficile, infine, si sta profilando la situazione dei Grest parrocchiali. In passato molte realtà applicavano tariffe simboliche, tipo 50 euro a settimana pasti compresi; altre lasciavano alle libere offerte, che magari a conti fatti garantivano anche più introiti del prezzo imposto. Di fronte alle misure di sicurezza , le difficoltà sono però tante: in più parti si discute il da farsi coinvolgendo genitori e Consigli pastorali, ma comincia a prevalere lo scetticismo anche perché, come riferisce qualche sacerdote, «ci sono questioni di responsabilità e poi come si fa ad escludere qualcuno dalla proposta per contenere il numero dei partecipanti? Un oratorio deve saper accogliere tutti».

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