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Come ri-partire dopo l’emergenza: Forum Arsenale scrive a Zaia e Brugnaro

Fonte: La Nuova Venezia del 20-03-2020

Le case turistiche rimaste vuote da affittare a studenti e veneziani. E l’Arsenale da trasformare in un centro dell’artigianato e del restauro di qualità. La grande crisi portata dall’epidemia potrebbe dare un’occasione di rinascita alla città d’acqua. Un appello e una proposta concreta quella lanciata ieri dal Forum Arsenale, che raccoglie una ventina di associazioni e comitati cittadini.La lettera, firmata dal presidente Luigi Fozzati e dal segretario Giorgio Supiej, è sottoscritta anche da una nutrita pattuglia di rappresentanti delle associazioni e inviata al sindaco Luigi Brugnaro e al presidente della Regione Luca Zaia. «L’attuale crisi sanitaria, sociale ed economica evidenzia i limiti della monocultura turistica affermatasi ormai da tempo e confermatasi negli ultimi anni», scrivono le associazioni, «questa stessa crisi apre tuttavia nuove – non trascurabili – opportunità finora non percorribili». «I proprietari di case affittate finora ai turisti con contratti di pochi giorni e quindi ora vuote, avranno convenienza ad affittarle a residenti con contratti annuali, soprattutto se saranno incentivati a farlo da una riduzione di tasse e imposte».Secondo punto, le proprietà immobiliari del Comune, a cominciare proprio dall’Arsenale. «Possono supportare lo sviluppo di attività diverse dal turismo, per rilanciare la residenzialità e ri bilanciare il sistema produttivo della città», continua la lettera, «verso la manifattura e l’artigianato di qualità, insediandovi cantieri per le barche tradizionali e storiche in legno, come pure opere e strutture marittime in legno, attività di conservazione, studio e produzione culturale correlata». Una sorta di decalogo consegnato alle amministrazioni per avviare già da subito il rilancio economico. Il Comune potrebbe «incentivare l’utilizzo del patrimonio abitativo pubblico e privato della città storica da parte di giovani che desiderino venire a vivere e lavorare a Venezia; limitare la monocultura delle rendite turistiche speculative; emettere un bando per la concessione di edifici e spazi aperti dell’Arsenale nord ad attività artigianali e cantieristiche legate alla riparazione e restauro, al recupero, al rinnovo e alla manutenzione delle imbarcazioni in legno, sia piccole tradizionali che grandi e grandissime; creare una scuola per i mestieri della cantieristica e a questa collegati (per esempio i fabbri), perché si produca tutto quello che serve a rinnovare e manutenere imbarcazioni storiche e tradizionali; avviare un piano per il completo recupero delle Tese e degli edifici in abbandono».Firmano l’appello le associazioni Arzanà, Serenissima, El Felze, Faro, Italia Nostra, Venezia Cambia, Vele al Terzo, festa della Sensa, We are Venice, No Grande aeroporto, Museo della Marineria di Cesenatico, Il Nuovo trionfo, Ecoistituto Alex Langer. Gruppo 25 Aprile, Venezia Autonoma, Carpentieri e Calafati, Istituto italiano Archeologia navale.

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