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Comitato No Gpl. Il presidente: “Azione legale contro la proprietà”

Fonte: La Nuova Venezia del 23-03-2020

L’attività del comitato “No Gpl” , a contrasto dell’entrata in funzione del deposito che Costa Bioenergie sta costruendo a Punta Colombi, in Val da Rio, non va in quarantena. Niente pause, nessuna guardia abbassata, anche se, naturalmente, a causa dell’emergenza del coronavirus, i ritmi e le modalità di lavoro sono completamente cambiate. «Lavoriamo e ci riuniamo in videoconferenza», conferma il presidente del comitato Roberto Rossi, «senza purtroppo incontrarci, ma del resto non possiamo esimerci dalle disposizioni del Governo. Tribunali fermi, cause e ricorsi bloccati ed anche la partita sul deposito di Gpl sembra vivere una sorta di intervallo, pronta a scatenarsi non appena la situazione sarà normalizzata. Anche perché i tavoli sui quali si gioca questa partita sono molteplici, quasi una sorta di accerchiamento nei confronti di Socogas, la società che controlla Costa Bioenergie, che negli ultimi dodici mesi ha ricevuto parecchi rifiuti. «Siamo in contatto con il nostro avvocato», spiega Rossi, «perché stiamo valutando un’azione legale per contrastare i ricorsi presentati dall’azienda di Fidenza. Solo che in questo momenti anche i tribunali sono chiusi, compreso il Tar dove ci sono in piedi cinque ricorsi presentati da Socogas. Tra questi ricordo il risarcimento chiesto al Comune per la richiesta di stop forzato ai lavori e ancora la mancata autorizzazione dell’utilizzo della banchine da parte dell’Autorità Portuale, come pure i ricorsi contro la Capitaneria di Porto sulla valutazione del traffico portuale o come contro il Mise ed il Mit che non hanno concesso proroghe per l’ultimazione dei lavori. 

Una particolarità, quest’ultima, che fa ritenere che tutto è stato fatto in cantiere dopo il 26 maggio è impugnabile. Costa Bioenergie ha sparato su tutto, sintomo che, evidentemente, sentono la terra mancare sotto i loro piedi. Per questo sosterremo nei ricorsi tutti gli enti che Socogas ha chiamato in causa». Ma anche se le udienze del Tar sono state rinviate, l’attività del comitato non si ferma. «Continuiamo a rimanere in contatto con i nostri parlamentari di riferimento», prosegue Rossi, «anche se è tutto fermo e in questo momento, evidentemente Mise e Mit hanno ben altro a cui pensare. Allo stesso tempo sono comunque bloccate anche tutte le autorizzazioni, le eventuali concessioni. Quindi tutto sta andando a rilento, non solo per noi, anche per Socogas». Il 17 aprile il comitato “No Gpl” aveva organizzato un incontro in Auditorium, ma con ogni probabilità, il rinvio è praticamente certo. «Questo», conclude Roberto Rossi, «è un aspetto della vicenda che non piace, perché a noi interessa informare la cittadinanza sulla nostra attività, anche perché dei social francamente ci fidiamo davvero molto poco».

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