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Commissari “commissariati” Indagine del prefetto di Roma

Fonte: La Nuova Venezia del 01-03-2020

I commissari commissariati. Nuovo groviglio sulla governance del Mose. Il prefetto di Roma, ha nominato un «collegio di monitoraggio e verifica» sull’attività del Consorzio Venezia Nuova. Decisione, si legge nel decreto firmato dal prefetto Gerarda Pantalone, presa dopo la nota inviata il 14 febbraio scorso dall’ultimo arrivato tra gli amministratori, l’avvocato dello Stato Vincenzo Nunziata. Una denuncia che invita a indagare i suoi colleghi. Dove si segnalano «aspetti problematici nella gestione del Consorzio Venezia Nuova». Ennesima puntata che contrappone da tempo i due commissari Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola – nominati quando all’Anac c’era Raffaele Cantone e alla Prefettura di Roma l’attuale Capo della Polizia Franco Gabrielli – con le imprese consorziate. Cause milionarie, richieste danni. Diffide e intimazioni. L’ultima qualche settimana fa. Quando Romeo Chiarotto, patron della Mantovani, azionista di maggioranza del Consorzio poi coinvolta nello scandalo e alla fine allontanata dai commissari, ha chiesto di rientrare a dirigere il Consorzio. Anni di monopolio e tangenti, l’ombra della corruzione che si è allungata sulla grande opera. Alla fine, ritardi e rivalità, cause civili e soldi necessari anche per riparare i guasti e le criticità scoperte. Già qualche anno fa il ministero, la Prefettura e l’Anac avevano nominato una commissione di controllo. Ora il nuovo organismo. «Al fine di assicurare in una cornice di legittimità ed economicità il completamento dell’opera», recita il provvedimento, «è istituito un collegio interistituzionale di monitoraggio e verifica per l’approfondimento degli evidenziati aspetti di problematicità relativi alla gestione commissariale del Consorzio». 

Del collegio fanno parte il prefetto Lucia Volpe, vicario della Pantalone alla Prefettura di Roma; Anfgela Lorella Di Gioia, segretario generale dell’Autorità nazionale Anticorruzione (Anac) e Federico Dini, capo della segreteria del Presidente: Giovanni Logoteto, dirigente sei Servizi ispettivi di finanza pubblica della Ragioneria generale dello Stato; Maria Grazia Di Cesare, dirigente di seconda fascia del ministero delle infrastrutture. La commissione dovrà concludere il suo lavoro entro due mesi. Una sorta di commissione di inchiesta, dunque. Che è stata sollecitata proprio dall’ultimo arrivato tra i commissari. Dovrebbe in teoria far luce sui motivi dei ritardi, sui meccanismi complicati dei finanziamenti e su chi sia titolato a spenderli. Soldi che non ci sono, anche se la commissaria Sblocca cantieri Elisabetta Spitz garantisce che entro martedì saranno resi disponibili. Per pagare gli stipendi ai 250 dipendenti del Consorzio e delle sue aziende Thetis e Comar. E per pagare le prove di movimentazione delle paratoie, la prima prevista il 3 marzo al Lido. Il Collegio, come avevano preannunciato la commissaria Spitz, dovrà anche rendere pubbliche le consulenze affidate in questi anni. Peraltro già pubblicate sul sito del Consorzio. Spese risibili rispetto a quando il Consorzio distribuiva in un anno anche 7-8 milioni di euro di consulenze. Le ultime riguardano soprattutto consulenze legali per far fronte al contenzioso infinito con le aziende e ingegneristiche per riparare guasti tecnici. Caso a parte per lo staff della commissaria Spitz, che lavora con sei persone e può contare su un milione l’anno previsto dal decreto di nomina. 

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