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Confartigianato: «Insoluti al 95% c’è bisogno di soldi e servono subito»

Fonte: Il Gazzettino del 09-04-2020

A fine marzo, in un mese, si è registrato il 95% di insoluti tra le aziende artigiane del Veneziano. Vale a dire che se non arrivano subito aiuti dallo Stato, la situazione da lockdown per la salute (isolamento) passerà a crack per l’economia, e per moltissime di queste aziende è cominciato il conto alla rovescia: se entro una settimana non otterranno gli aiuti promessi, semplicemente spariranno dal panorama nazionale. Per questo Salvatore Mazzocca, presidente di Confartigianato Imprese Metropolitane Città di Venezia rivolge al Governo l’ennesimo appello: «Deve accelerare le erogazioni economiche promesse. I contanti debbono essere disponibili nei conti delle aziende al massimo entro una settimana, altrimenti le imprese non avranno il tempo di programmare la ripartenza, non potranno pagare i debiti accumulati, i fornitori, gli stipendi e riattivare la filiera economica. E da chiuse a fallite il passo sarà brevissimo».

ESIGENZE IMMEDIATE

Cosa serve nell’immediato? Credito, come ha chiesto anche Confindustria qualche giorno fa, e come ripetono, ormai afoni, tutti gli altri attori dell’economia del territorio: «Le banche devono erogare senza eccessiva burocratizzazione e, se serve per accelerare, il Governo emani immediatamente un provvedimento che introduca lo scudo penale per i Consigli di amministrazione delle banche, salvo dolo o colpa grave. Ci vuole fermezza». Confartigianato da sola ha al suo interno più di 5.800 aziende che danno lavoro a oltre 17 mila persone e, per il suo presidente, oltre al credito, serve un’azione poderosa di sburocratizzazione per velocizzare la vita in questo Paese e l’accelerazione degli interventi che devono favorire la ripresa e non frenarla perché, già di per sé, è moribonda. «Qui in provincia rischia di riuscire a riaprire sì e no una impresa su 10, in particolare quelle piccole – continua Mazzocca per rendere l’idea della situazione – Ricevo fortissime pressioni dagli associati, preoccupatissimi anche perché dal Governo sentono solo parole e non si vedono fatti. Siamo sull’orlo del baratro».

In questi giorni molti a Roma stanno parlando della fase due, quella delle riaperture e del riavvio dell’economia ma per gli artigiani veneziani sono parole al vento se non arriva la liquidità promessa dal Governo attraverso il sistema bancario, «e sarà un dramma economico e sociale dal quale non ci rialzeremo, perché mancheranno il lavoro, la filiera economica, l’occupazione e gli stipendi a decine di migliaia di famiglie». Mazzocca parla dalla cabina di regia del sistema dell’artigianato che rappresenta oltre il 90% del tessuto economico del territorio, il sistema delle micro, piccole e medie imprese: «E’ congelato, immobile, e continua ad accumulare passivi. E sta passando troppo tempo, le aziende non fatturano, non incassano, non hanno più liquidità residua. Come sistema Italia siamo già in pesante ritardo, occorre accelerare sui piani concreti di ripartenza, e soprattutto non si può continuare a parlare ma poi non fare. Bisogna pianificare una strategia economica di ripartenza, con stanziamenti reali e disponibilità immediata». E l’elemento che peggiora una situazione già gravissima è che «n questa guerra gli altri Paesi lo stanno già facendo, anche con stanziamenti a fondo perduto, mentre qui sul territorio i nostri distretti economici si stanno disgregando, mentre i politici continuano a parlare».

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