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Crisi Clea, Mose e cantieri a rischio

Fonte: Il Gazzettino del 19-06-2020

Quattro mesi (120 giorni) per presentare la proposta definitiva di concordato preventivo, assieme ad un accordo per la ristrutturazione dei debiti. E, nel frattempo, il 9 luglio si deciderà sulla sospensione delle lavorazioni nei cantieri e perfino dello scioglimento dei contratti di appalto. È crisi, crisi nera per la Clea, la cooperativa di costruzioni di Campolongo Maggiore che opera, per conto del consorzio Kostruttiva di cui è tra i maggiori soci, anche nelle opere complementari del Mose. Non nei sistemi delle paratoie, ma in tutto quello che ci sta attorno nelle bocche di porto. Uno stop che potrebbe avere anche delle ripercussione in questa fase finale della realizzazione della grande opera.

150 DIPENDENTI

Il Tribunale di Venezia ha ammesso il concordato con riserva chiesto dalla cooperativa che conta circa 150 dipendenti, con appalti e lavori in mezza Italia ma alle prese con una crisi finanziaria e un indebitamento apparentemente senza altre vie d’uscita. Il giudice delegato della sezione fallimentare ha nominato il commercialista (e direttore generale del Venezia calcio) Dante Scibilia quale commissario giudiziale che dovrà accompagnare la procedura per la coop fondata 61 anni fa, cresciuta progressivamente (anche grazie all’interessamento di Lino Brentan, che più di qualcuno ricorderà come il re delle autostrade, finito in carcere per mazzette), fino a diventare la quinta realtà cooperativa nel settore delle costruzioni in Italia. Ma la crisi dell’edilizia, un maxi-appalto rescisso per l’ospedale di Trieste (intervento da 140 milioni con la Clea capofila) e i mancati pagamenti per almeno 13 milioni di euro delle opere realizzate per conto di Kostruttiva nel periodo in cui quest’ultima si trovava a sua volta in concordato, hanno aperto una voragine nelle casse della cooperativa di Campolongo.

OPERE IN TUTTA ITALIA

È stata la stessa Clea a chiedere, nella domanda di ammissione al concordato preventivo depositata il 1. giugno scorso, lo scioglimento o la sospensione (per almeno 60 giorni, prorogabili di altri 60) di una miriade di appalti in giro per l’Italia: i lavori di recupero del Forte S. Felice a Chioggia, l’ampliamento del depuratore di Cervarese Santa Croce (Pd), la messa in sicurezza delle fonti idropotabili contaminate da Pfas di Acque Veronesi, la ristrutturazione di una palazzina a Ferrara, il nuovo palazzo della Provincia dell’Aquila, i lavori di recupero del Castello di Colloredo di Monte Albano (Udine), l’adeguamento generale del depuratore di Thiene (Vi), uno svincolo a Pisa. Di tutto, insomma, fino ai contratti con Kostruttiva relativi alle opere complementari del Mose: la realizzazione dell’edificio Automazione e controllo sul cassone di spalla sud Bocca di Chioggia; gli interventi alla Bocca di Lido-Treporti e le attività di coordinamento, manutentive e di ripristino delle opere della Bocca di Lido Treporti e Lido San Nicolò.  Devis Rizzo, presidente di Kostruttiva, non teme comunque ripercussioni sull’andamento dei lavori del Mose. «La crisi di Clea, socio storico del nostro consorzio, è dovuta ad una serie di concause di varia natura. Sì, – ammette Rizzo – questa cooperativa è molto esposta nei nostri confronti, ma non è Kostruttiva la causa principale della richiesta di concordato. A prescindere dall’istanza che hanno presentato, alcuni cantieri del Mose in cui sono presenti sono di fatto fermi. Capisco la loro richiesta di sospensione, perché consente di guadagnare tempo per chi deve redigere il piano di ristrutturazione. Non vedo comunque problemi per il completamento dei lavori che, va sottolineato, sono affidati a Kostruttiva la quale può indicare anche altri suoi consorziati per terminare gli interventi. Anche se non credo che Clea voglia davvero abbandonare le opere del Consorzio Venezia Nuova».

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