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Crollo dei turisti: trasporti in crisi Stretta di Alilaguna sui dipendenti

Fonte: Il Gazzettino del 04-03-2020

Blocco delle assunzioni, azzeramento dello straordinario, utilizzo di ferie e riduzione dell’orario di lavoro. Oltre a questo, sarà prevista anche una riorganizzazione del personale sia negli uffici che nell’area operativa. E non è escluso il ricorso agli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione. Gli effetti devastanti del Coronavirus stanno facendosi sentire anche nelle aziende veneziane e l’esempio ne è diventato Alilaguna, realtà legata ai trasporti turistici che ieri ha annunciato i drastici provvedimenti. Con una comunicazione destinata ai lavoratori, la direzione aziendale ha spiegato che la notizia legata alla diffusione del virus ha portato all’effetto di cercare una soluzione che mantenga in piedi l’impresa, sperando che i disagi si limitino a qualche mese. «Al momento non sono previsti licenziamenti, se però lo status dovesse perdurare, con l’azzeramento dei ricavi, siamo consapevoli di non poter fare miracoli, anche perché poi non ce la si farebbe a pagare gli stipendi», ha analizzato Fabio Sacco. Il patron dell’azienda ha poi proseguito dicendosi ottimista, nonostante lo stato attuale della città: «Camminando per la strada la situazione non è delle migliori, i negozi sono chiusi, e quelli aperti vuoti». Nella comunicazione si leggono gli effetti del Coronavirus: «Tantissimi passeggeri che avevano acquistato il loro viaggio in Italia stanno dando disdetta e le compagnie aeree stanno cancellando i voli, prevedendo forti riduzioni dei programmi di esercizio dei prossimi mesi». Su questo tema è tornato Sacco: «Abbiamo un traffico aeroportuale che non c’è più, stiamo cercando di limitare i danni e per questo partirà il piano straordinario. Abbiamo attuato i provvedimenti dimezzando più o meno la presenza della forza lavoro, nonostante il lavoro sia diminuito molto oltre la metà, quindi abbiamo cercato di garantire, fin quando ce la faremo, la presenza. Ma nessuno ha il fiato lungo».

Dal punto di vista operativo, il disagio impatta minimamente: «In questo momento la riduzione dei servizi è stata pensata garantendo una frequenza ogni 30 minuti dall’aeroporto, facendo un capolinea a Murano dove si aggancia la linea arancio. Per l’utente cambia poco, anche se l’utente non c’è, ma abbonati e residenti hanno diritto alla mobilità». Infine, alcune considerazioni sono state espresse sullo stato di fatto attuale: «In questo momento è molto difficile fare qualsiasi genere di previsione, in ogni caso ci attendiamo un grosso calo di passeggeri almeno per marzo e aprile, col rischio di un trend ancora fortemente negativo nel proseguo della stagione. Siamo fiduciosi che alla fine la situazione si potrà normalizzare. I trasporti non hanno diritto alla cassa integrazione, ma chiederemo accesso agli strumenti di sostegno economico opportuni».

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