Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Cultura e incentivi fiscali per un nuovo sviluppo

Fonte: Il Gazzettino del 22-05-2020

Stiamo vivendo un’esperienza drammatica ma allo stesso modo un’occasione imperdibile; i fatti ci impongono una riflessione perché siamo e saremo costretti ad una rimodulazione, auspicabilmente migliorativa, degli standard di vita. Per questo dobbiamo guardare avanti con l’obiettivo di trasformare un evento negativo in uno stimolo (energia) per lo sviluppo e la trasformazione di Venezia. Questi mesi hanno messo in evidenza due fattori molto importanti: l’insufficiente numero di residenti nel centro storico ed il limite di un’economia impostata quasi esclusivamente sul turismo.
Cosa fare per ripopolare la città e come trasformare l’offerta turistica elevandone la qualità? Due le proposte che ritengo che possano dare il giusto stimolo per avviare una nuova fase più coerente con la specificità della città:

TERZA CAPITALE D’EUROPA

In virtù del riconoscimento internazionale dell’unicità di Venezia, dopo Bruxelles e Strasburgo, la città potrebbe proporsi come terza capitale d’Europa in particolare l’arte e la cultura (proposta che, insieme a Philippe Daverio, avanzammo nell’ormai lontano settembre 2014). In questo caso la politica internazionale riconoscerebbe alla cultura un ruolo centrale sia per le politiche di sviluppo che di relazioni. Il centro storico, ricco di ambienti prestigiosi ed anche in parte non utilizzati, sarebbe in grado di accogliere, forte della sua tradizione ultra millenaria, le sedi di vari organismi internazionali (i funzionari europei, insieme alle loro famiglie, sono convinto che non esiterebbero a venire a Venezia!). Così si creerebbero nuovi posti occupazionali, la città (direi l’Italia) avrebbero un ruolo di prestigio (ricordo che il nostro Paese è quello con il maggior numero di siti Unesco), si continuerebbe la tradizione storica di Venezia di crocevia di relazioni culturali internazionali (da cui derivano anche quelle commerciali) ovvero quelle dinamiche che hanno reso unica la città. Altro aspetto molto importante un migliore standard qualitativo di rapporti e di flussi di persone che lavorano con l’arte e la cultura (oggi ciò avviene in concomitanza di Biennale Arte ed Architettura ed altri limitati eventi). 

MISURE DI INCENTIVAZIONE

L’obiettivo di creare stimoli per attrarre nuova residenzialità, sia di persone fisiche che giuridiche (imprese) un aiuto potrebbe avvenire dallo strumento fiscale a fronte di una pianificazione di ciò che si desidera intercettare in virtù di un coerente sviluppo sociale. Da qui l’esigenza di attingere in primo luogo dal bacino delle nostre Università (dobbiamo trattenere e non lasciarci scappare le risorse intellettuali che hanno scelto Venezia per studiare) e quindi di impostare le basi per un’offerta residenziale (bene in questa direzione l’accordo tra Comune Ca’ Foscari e IUAV) nei riguardi dei giovani non soltanto limitata agli anni degli studi universitari ma anche, direi soprattutto, per il post laurea. Ciò vuol dire incentivare la stabilizzazione residenziale attraverso un ulteriore incentivo a coloro che decideranno di avviare le attività professionali nel centro storico (imprese start-up, studi, e sedi di enti culturali pubbliche e private italiane e straniere, ecc.). Quindi sgravi fiscali per gli affitti ad uso abitativo (sia per i proprietari che per gli affittuari in modo tale che ci sia un reciproco interesse), per gli spazi destinati allo svolgimento di attività imprenditoriali cui a fronte della creazione di nuovi posti potrebbero beneficiare di ulteriori incentivi. Sintetizzando una zona franca per la cultura e l’impresa. Per fare questo però bisogna mettere mano anche ai limiti delle destinazioni d’uso degli immobili che oggi nella stragrande maggioranza, sono proprie dell’abitativo e non dell’impresa. La straordinarietà di questo momento, ci deve spingere ad elaborare idee per guardare al futuro con obiettivi a breve, medio e lungo termine. Oltre alla richiesta di risorse finanziarie che servono per fronteggiare la gravità del momento, è necessario osare e rispolverare, prima di tutto in noi cittadini, l’orgoglio di essere i tenutari di questo immenso patrimonio che abbiamo avuto la fortuna di ricevere e a cui dobbiamo garantire, per responsabilità e senso di appartenenza, un futuro possibilmente migliore. Dobbiamo essere propositivi e costruttivi. E’ il momento della forza delle idee e della creatività! P.S. Invito a non dire non si può perché la cultura del no a prescindere è stata uno dei fattori determinanti che ha caratterizzato drammaticamente l’immobilismo della città e del nostro Paese!

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.