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Dalla ricerca alla «realtà» Così Veritas pulisce i fanghi e cattura l’anidride carbonica

MESTRE C’è il bioreattore a luce pulsata e ultrasuoni per stimolare la fotosintesi di microalghe e aumentare la cattura di anidride carbonica. C’è l’impianto che permette di «pulire» i fanghi inquinati del canale dei Petroli. C’è poi la sperimentazione per combattere la cavitazione soprattutto delle eliche delle navi, ma anche quella per la decabornizzazione dei fumi. Lo chiamano green propulsion lab, non è altro che un laboratorio che Vertitas ha realizzato a Marghera nell’ambito dell’accordo per Porto Marghera tra Comune e ministero dell’Ambiente per promuovere e realizzare interventi di efficienza energetica e fonti di energia rinnovabile attraverso sistemi in grado di ridurre e consumi e le emissioni di anidride carbonica. «Abbiamo costruito un centro di applicazione delle ricerche», sintetizza il direttore generale di Veritas Andrea Razzini. «Un progetto, che si innesta perfettamente in quella che è la filosofia ambientale di questa amministrazione: quella di far diventare i rifiuti non più problema ma opportunità», sottolinea il sindaco Luigi Brugnaro.

In sostanza nel nuovo laboratorio vengono testati «sul campo» alcuni dei più significativi progetti elaborati in laboratorio dai ricercatori, per capire quali possano essere poi adottati su grande scala, in quanto non solo efficaci, ma anche economicamente realizzabili. Sono sperimentate, “Brugnaro E’ la nostra filosofia ambientale: rifiuti non più un problema ma opportunità “Razzini Costruito un centro di applicazione delle ricerche all’avanguardia grazie alla collaborazione di grandi aziende ma anche start up («Qui ci sono il grandissimo e il piccolissimo che si parlano», sottolinea Graziano Tasinato responsabile Veritas dell’impianto), innovazioni tecnologiche appartenenti a quattro grandi aree: microbiologia, energia da fonti rinnovabili, accumuli elettrochimici, mobilità sostenibili. In alcuni casi sono delle «scommesse», altre volte sperimentazioni che mettono a confronto tecniche diverse con l’obiettivo di individuare quelle migliori per passare dalla ricerca alla vita di tutti (o quasi) i giorni. Veri e propri progetti pilota che fanno di Veritas un’azienda all’avanguardia, sottolineano Razzini e Brugnaro, come ad esempio per la realizzazione su scala industriale di un dimostratore di diverse tecnologie di accumulo elettrico per poter sfruttare al meglio le fonti energetiche rinnovabili. Nel campo prove si sta però anche sperimentando la produzione di biogas/biometano da frazioni organiche di rifiuti e residui industriali; dispositivi di coltura all’aperto di microalghe per l’estrazione di biocarburanti avanzati; si stanno progettando due prototipi per la sperimentazione di tecnologiche biologiche avanzate nella produzione di biometano sintetico.

L’inaugurazione ufficiale del green propulsion lab arriva nei giorni in cui si stanno facendo sempre più accese le polemiche tra l’azienda e comitati sulla questione dello sviluppo dell’impianto di Fusina. Alle accuse e a i timori di ulteriore inquinamento prodotto, l’azienda controbatte «ai numeri e alle notizie fuorvianti che le associazioni stanno diffondendo». «Veritas non ha chiesto alcun aumento di potenza delle linee autorizzate e la presenza della terza linea non influirà sulla potenza massima autorizzata perché non entrerà mai in funzione contemporaneamente alle altre due», sottolinea la società che attraverso la controllata Ecoprogetto ha chiesto di poter trasformare il Css (combustibile solido secondario che non viene più utilizzato dalla centrale Enel) direttamente in energia, nell’impianto che ora utilizza biomassa legnosa vergine e legno non riciclabile. 

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