Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Dall’acqua alta alle bonifiche, l’impegno per la città

Fonte: Il Gazzettino del 18-06-2020

Un giovane politico (come lo definisce lo stesso Gazzettino), della giunta uscente, si cimenta in un attacco personale nei miei confronti, sostenendo che, in tanti anni di governo, non ho fatto nulla per Venezia. Un semplice elenco, incompleto, basta a evidenziare lo scopo maldestro di questa bassa operazione elettorale. In ogni caso ringrazio Venturini che mi stimola a rendere conto ai cittadini del mio operato come veneziano in trasferta a Roma. In questi anni, anche col mio contributo, sono state assegnate a Venezia molte risorse che poi il Comune ha distribuito. L’ultimo esempio sono i ristori da 84 milioni di euro per l’acqua alta di novembre, che il Comune eroga solo ora ai danneggiati, intestandosi il merito o i 400 milioni per l’emergenza alimentare provocata dal Covid e distribuiti col logo del Comune.

Ma torniamo alla cronistoria Prima ancora di diventare sottosegretario, come capogruppo del Partito Democratico in Commissione bilancio, ho personalmente portato contributi a fondo perduto per vari interventi. Solo a titolo di esempio, i finanziamenti per le scuole (Venier di Mestre e Calvi e Diaz a Venezia) o per la bocciofila di Zelarino. Passando agli interventi negli anni di governo, uno dei primi atti come sottosegretario, è stato il veto alla vendita sottoprezzo dell’isola di Poveglia, che l’allora imprenditore Brugnaro si era assicurato per una cifra troppo bassa (circa 400 mila euro) per un bene che, a libro, era stimato a oltre 10 milioni di euro. Sempre in tema Demanio, avendone la delega, ho contribuito alla cessione gratuita al Comune di importanti beni demaniali (l’elenco è lungo e pubblico https://live.comune.venezia.it/it/2019/01/consiglio-comunale-approvata-lacquisizione-titolo-gratuito-di-28-beni-immobili-di-propriet-0), nonché allo sblocco di opere vincolate dal demanio militare (una per tutte la caserma Miraglia e l’idroscalo, progetto che abbiamo presentato insieme – Governo e Comune – alla stampa internazionale).

Restando all’ambito marittimo, ho sempre sostenuto che le grandi navi da crociera non dovevano passare per il bacino di San Marco e non ho mai taciuto, pubblicamente, sui ritardi. Anzi ho fatto la mia parte e dopo anni, nel novembre 2017, è stato convocato il Comitatone, nel quale il governo prese finalmente posizione contro il passaggio delle grandi navi in bacino e prospettò la soluzione alternativa di Marghera. Recentemente, come sa bene il sindaco uscente, la discussione era ripresa con la riconvocazione del Comitatone, poi tutto si è fermato per la pandemia. Ma non va lasciata cadere. Tra le cose fatte ricordo il parere favorevole agli emendamenti per l’Iva sui vaporetti, nonché la moratoria sugli interessi che 1.600 imprese di Venezia e Chioggia avrebbero dovuto versare per restituire gli sgravi contributivi ricevuti negli anni ’90, ritenuti dall’Unione Europea aiuti di Stato, facendo risparmiare al tessuto economico veneziano circa 30 milioni. Senza dimenticare la moneta celebrativa per i 500 anni della conclusione della basilica di San Marco, ideata insieme al collega Enrico Zanetti e al Poligrafico di Stato. Ma venimo a dir el merito e vediamo i finanziamenti specifici portati in città in questi anni: 84 milioni per i risarcimenti dell’acqua alta di novembre, 102 milioni per le bonifiche di Porto Marghera, 495 milioni per il rifinanziamento della legge speciale, 100 milioni della multa Alcoa, 475 milioni del Patto per Venezia, 55 milioni alla Città metropolitana dal bando periferie Sono poco più di 1 miliardo e 300 milioni (esclusi i soldi del Mose) che hanno contribuito alla salvaguardia e manutenzione di Venezia e, ovviamente, al bilancio del Comune. 

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.