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D’Alpaos, appello alla ministra «Sulla laguna ascoltate la scienza»

Fonte: La Nuova Venezia del 04-03-2020

Grandi navi a Marghera in via provvisoria. Ma solo se sarà individuata prima la soluzione definitiva «fuori dalla laguna». «E il Mose, che presenta non poche ombre dal punto di vista tecnico, si potrà concludere solo se prima si saranno esclusi i pericoli di risonanza delle paratoie». Il professor Luigi D’Alpaos, ingegnere idraulico tra i massimi conoscitori di laguna, lancia un appello alla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli. Le ha inviato una lettera aperta», in vista del Comitatone previsto per metà marzo. «La speranza», attacca, «è che non si dia più spazio come successo finora agli orecchianti che parlano e sparlano di problemi che non conoscono affatto o ai portatori di interessi digiuni di conoscenze storiche e idrauliche. Ma alla scienza».

L’appello di D’Alpaos muove i suoi passi dal convegno dell’8 febbraio scorso all’Ateneo Veneto. In quella sede, «quella che veniva definita con eccesso di entusiasmo ai tempi del Consorzio di Mazzacurati la più grande opera di ingegneria del mondo» è stata anche al centro di critiche profonde da parte dello stesso D’Akpaos. «Chiedevo se come segnalato dal professor Chang Mei e dalla società Principia», scrive, «siano ancora possibili i pericolosi fenomeni di risonanza, cioè il comportamento anomalo delle paratoie in caso di vento e moto ondoso. «La risposta è semplice», dice l’ingegnere, «e non serve un’arrampicata sugli specchi fumosa, come quella data dal progettista quel giorno. Senza che le commissarie da lei recentemente insediate in laguna battessero ciglio. Se fosse così, quel pericolo sarebbe mortale per le strutture del Mose. E Lei dovrebbe cominciare a preoccuparsi, pretendendo che sia rimosso prima di arrivare al termine del 31 dicembre del 2021, da tutti atteso con ansia». Nel mirino della «supplica» anche le soluzioni per le grandi navi. «Nel giro di qualche decennio si aprirà un conflitto di interessi inconciliabile tra le necessità di difesa dalla acque alte e la salvaguardia del’ecosistema lagunare. Ecco perché è urgente se si vuole salvare la portualità pensare a una soluzione fuori dalla laguna. Sia per le crociere che per le navi commerciali. La portualità veneziana non è minacciata dalla riduzione dei fondali, ma piuttosto dal fenomeno epocale dell’innalzamento del livello medio del mare». Sulle soluzioni «transitorie» proposte dall’Autorità portuale, D’Alpaos chiama in causa direttamente la ministra. «Non è il canale dei Petroli che va difeso, ma la laguna, che l’ha subito», continua, «è il più grande misfatto idraulico perpetrato dall’uomo nel Novecento ai danni della laguna. Le navi da crociera aggiungerebbero gravi danni alla morfologìa di tutta la laguna centrale» . Il Molo Nord infine, secondo D’Alpaos, «non può essere il cavallo di Troia per tornare in Marittima scavando il canale Vittorio Emanuele». 
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