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Danni da acqua alta Pellestrina ora pensa alla causa collettiva

Fonte: La Nuova Venezia 01-03-2020

PELLESTRINA. Le famiglie sono già trenta. E promettono di voler fare battaglia soprattutto per capire se, come ritengono in molti tra loro, vi possano essere delle responsabilità per le conseguenze dell’acqua granda che lo scorso 12 novembre ha travolto Venezia, mettendo in ginocchio soprattutto l’isola di Pellestrina. «E’ stata un’acqua eccezionale, certo», spiegano i residenti ricordando quanto hanno fatto notare anche nelle scorse settimane, «ma se le prese delle pompe fossero state più alte, e non fossero andate sott’acqua rendendo quindi gli impianti inutilizzabili, forse si sarebbe potuto limitare i danni». Per capire se ci sono gli estremi per quella che in altri Paesi potrebbe essere una class action – ma che nel sistema giuridico italiano si chiama causa collettiva risarcitoria – è stato convocato un incontro che si terrà venerdì 13 marzo alle 17 nella sala dell’oratorio Natalino De’ Mutti. «Più persone si uniranno, maggiore sarà il peso che la nostra azione potrà avere», spiega il volantino diffuso dagli organizzatori. All’incontro parteciperanno gli avvocati Augusto Palese e Paolo Vianello come ci si potrà muovere in questa situazione. 

A partire dal primo passaggio che riguarda l’accesso agli atti di tutta la documentazione relativa ai lavori delle pompe e dei muretti di protezione. Una strada potrà poi essere anche quella della causa pilota, ma prima di tutto sarà necessario affidarsi a un paio di consulenti tecnici per capire se sia possibile aprire la causa, e se ne valga la pena. La voglia di andare avanti c’è, ma serve cautela. «Al fine di evitare azioni che potrebbero risultare infondate», spiegano gli organizzatori, «sarà spiegato come la scelta della migliore strategia abbia come imprescindibile presupposto l’acquisizione, attraverso un accesso agli atti, di tutta la documentazione necessaria a comprendere le cause di quanto successo il 12 novembre e, quindi, la verifica di una eventuale responsabilità in capo ai soggetti a vario titolo tenuti a rispondere dell’installazione, del funzionamento e della manutenzione degli impianti realizzati a difesa delle acque alte. Solo dopo tale acquisizione documentale ed il parere espresso da uno o più consulenti esperti in materia, si potrà concordare collegialmente la linea da assumere».

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