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Danni Mose, diffida archiviata. 42 milioni in più per i “sassi”

Fonte: La Nuova Venezia del 29-04-2020

Richiesta danni del Mose archiviata. Confluita nel procedimento penale che si è concluso nel dicembre scorso con la condanna a pagare 7 milioni di euro per Giovanni Mazzacurati, nel frattempo deceduto, e il suo vice di allora Alessandro Mazzi. Per gli altri, la diffida inviata il 23 giugno del 2016 dal sostituto procuratore della Corte dei Conti Alessandro Mingarelli è stata cancellata. Un atto che all’epoca aveva destato grande scalpore. Nel corso delle indagini, la Guardia di Finanza aveva scoperto da dove provenivano i famosi fondi neri utilizzati perle tangenti e la corruzione: dai «sassi». La sovrafatturazione delle pietre impiegate per le opere in fondo al mare del Mose era arrivata a 42 milioni di euro. Questo nonostante il «prezzo chiuso» in convenzione avesse già compreso gli aumenti del 15 per cento reclamati dalle imprese. Rapporto inviato alla Corte, e atto di diffida per trenta persone. I vertici del Magistrato alle Acque, ma anche dirigenti, funzionari, tecnici.

L’accusa, aver approvato nel corso delle varie sedute del Comitato Tecnico di Magistratura di cui facevano parte, oppure nei loro ruoli dirigenziali, delibere e progetti che prevedevano l’illegittimo aumento del prezzo delle materie prime. Nel rapporto della Finanza erano elencati i danni dovuti allo Stato a vario titolo dai dipendenti del Magistrato. E anche le cifre versate direttamente dal Consorzio Venezia Nuova per consulenze. Un aspetto che aveva sollevato polemiche, visto il ruolo di «controllori» dei funzionari che percepivano anche centinaia di migliaia di euro per consulenze e collaudi dal loro controllato. Cifre importanti. Versate soprattutto agli ingegneri componenti del Cta, come Claudio Datei (824 mila euro negli anni tra il 2000 e il 2012) e Luigi Da Deppo (499 mila 457 euro). Ma anche a una lunga serie di dipendenti del Magistrato alle Acque. Come Alfredo Caielli, che ha percepito in sette anni 974 mila 289 euro per collaudi e consulenze, Come l’ex vicepresidente Giampietro Mayerle, tra i recordmen dei collaudi, con 1 milione e 400 mila euro ricevuti solo per il Passante di Mestre. In questo caso le cifre ricevute erano modeste (45 mila euro) ma secondo gli investigatori anche questo rientrava nel rapporto anomalo tra controllori e controllati. La lunga lista allegata alla diffida della Corte dei Conti elencava personaggi in parte ancora oggi attivi nel mondo della salvaguardia. Come l’avvocato dello Stato Stefano Maria Cerillo (14.880 euro percepiti tra il 2013 e il 2014), l’attuale presidente del Provveditorato Cinzia Zincone (111.454 tra il 2010 e il 2014), E altri dipendenti dell’ex Magistrato, come Luca Iovino, Ciro Autiero, Maurizio Pozzato,, Valerio Volpe, l’ex vicepresidente Matia Giovanna Ferialdi. Oltre naturalmente agli imputati dei processi per corruzione come Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva – poi assolta e prescritta in appello – e ai dirigenti del Consorzio come Johann Stocker e lo stesso Mazzacurati. Ma a differenza di queste posizioni, quelle degli imputati «minori» di reati contabili sono s tate stralciate. E assorbite nel procedimento principale. In sostanza lo Stato dovrà rinunciare a una parte dei danni richiesti allora perché la diffida del 2016 è stata annullata. Una vicenda infinita, che ha visto processi e cause fin dal 2014. Restano in piedi le cause civili e di risarcimento avviate dal Consorzio e dalle imprese.

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